Parabiago, la mamma che ha ucciso il figlio di 4 anni soffriva di depressione

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Il piccolo Lorenzo è stato trovato agonizzante dalla nonna e dalla zia . Al suo fianco la mamma, Marcella Sardini, 36 anni, sotto choc. La donna lo ha ucciso, strangolandolo nella camera da letto della loro casa di via Resegone a Parabiago utilizzando il cavetto elettrico del caricabatteria del cellulare.

Il paese non riesce a darsi una spiegazione e tutti coloro che conoscono la famiglia non riescono a credere che sia potuta succedere una tragedia del genere.

La casa dove è avvenuto l'omicidio è all'interno di un piccolo complesso di villette, all'interno di un condominio dove abitano una ventina di famiglie. La Sardini e il marito, Matteo Ravelli, un dirigente d'azienda, erano una bella famiglia secondo quanto raccontano i vicini (foto Repubblica).

Nulla, assolutamente nulla faceva presagire il peggio: addirittura due giorni fa i genitori giocavano tranquillamente insieme con il bambino davanti a casa.

Negli ultimi giorni Marcella si era presa qualche giorno di ferie dal lavoro e curava il bambino alternandosi con la nonna.

Proprio la nonna, insieme alla zia del piccolo, ha scoperto il delitto dopo che la figlia non le rispondeva al telefono. Quando sono arrivate in casa hanno trovato il bambino riverso e la madre lì accanto in stato di choc. Sono intervenuti i medici del 118, ma non c'era già più nulla da fare per Lorenzo.

In seguito sono intervenuti i carabinieri che hanno sequestrato un cavo elettrico, presumibilmente l'arma del delitto. La donna dopo l'arresto è stata portata all'Ospedale psichiatrico di Legnano, dove è stata sedata. Nella struttura le forze dell'ordine la piantonano.

Secondo qualcuno Marcella non aveva preso bene l'ultimo trasferimento di la­voro, ma la causa più probabile del suo raptus è una profonda crisi depressiva. Il marito ha spiegato che la moglie era in cura presso il servizio psichiatrico dell'Asl.

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