Influenza A, primo morto italiano. La Farnesina avverte: "Necessario un coordinamento globale"

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Un po' suino, un po' umano, il virus dell'influenza A, in pochissimi mesi, si è  diffuso in tutto il mondo. Dall'America all'Europa, dall'Oceania all'Asia, fino all'Africa, ha viaggiato da un continente all'altro, a bordo di aerei e navi, creando panico e decessi un po' ovunque. Sono infatti quasi 1000 i morti per l'influenza A, ai quali si aggiunge il decesso del primo italiano, Giulio Masserano, un ingegnere romano di 56 anni, residente da 15 anni in Argentina. Paese in cui l'influenza A/H1N1 sta provocando il maggior numero di vittime.

Era stato ricoverato in terapia intensiva per polmonite virale più di un mese fa, Masserano. Poi i risultati dei test sull'influenza: positivi. Fino a ieri, spiega la figlia Erica che studia teatro a Roma, "C'erano stati dei buoni miglioramenti, poi c'è però stato un infarto".

A Buenos Aires Masserano aveva aperto l'agenzia di viaggi "Erica Tour", dal nome della figlia. "Anno dopo anno, sono rimasto in Argentina - scriveva lui stesso su ExpatClic.com -, un Paese dove noi italiani siamo sempre bene accolti e dove in ultima analisi ti senti un pò come a casa tua, in Italia".

A seguito della notizia del decesso, la Farnesina, ha sottolineato la: "Necessità di un sempre più efficace coordinamento a livello europeo e globale per combattere la pandemia". Non tutti i paesi infatti si stanno comportando nello stesso modo. Venezia sta accogliendo i due passeggeri della Ruby Princess, una delle navi da crociera più grandi al mondo, che resteranno in isolamento nella città lagunare perchè ancora hanno i sintomi di sospetta influenza A, ma la Grecia non era stata altrettanto ospitale. Aveva vietato lo sbarco ai malati.

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