Luca Bianchini è quasi certamente lo stupratore seriale di Roma, il secondo test del Dna lo inchioda

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Luca Bianchini è il responsabile delle violenze sessuali avvenute a Roma negli ultimi mesi, lo conferma il nuovo esame del Dna eseguito su sua richiesta. Bianchini è accusato di almeno tre stupri avvenuti in alcuni garage condominiali della capitale. A incastrarlo ci sono anche alcune impronte digitali trovate su una striscia di scotch usata per imbavagliare la sua ultima vittima.

I risultati definitivi del nuovo test saranno ufficializzati solo nei prossimi giorni e secondo gli investigatori non ci sono dubbi. La procura sarebbe intenzionata a chiedere il giudizio immediato per l'uomo, saltando così l'udienza preliminare.

Intanto i legali dell'uomo hanno chiesto che sia visitato da un medico: infatti quando il ragioniere fu accusato di una tentata violenza ai danni di una vicina di casa con una perizia fu dichiarato momentaneamente incapace di intendere e di volere. Di conseguenza in quel caso fu assolto.

Il primo presunto agguato di Bianchini risale a ottobre dell'anno scorso ed è stato commesso nei confronti di una donna di 54 anni bloccata nel garage della sua abitazione in via Mantoni, sempre alla Bufalotta: lui riesce a imbavagliarla, ma lei gli dà un calcio e lo costringe alla fuga.

Sei mesi dopo la seconda aggressione, quella di aprile. Il 26 maggio a Tor Carbone in una traversa buia di Largo Bargellini avviene la terza, ma la reazione della vittima lo fa fuggire.

Una quarta donna, una 29enne, viene aggredita il 30 maggio in via Berto (sempre a Tor Carbone). Anche in quest'ultimo caso l'uomo scappa, ma il 2 giugno riesce a concludere un nuovo stupro alla Bufalotta.

Quasi un mese dopo avviene la sesta aggressione, il primo luglio, e il giorno dopo il violentatore aggredisce altre due donne.

Identico il modus operandi del violentatore: colpisce le vittime di notte, mentre posteggiano l'auto nel garage condominiale. Nasconde il viso dietro un passamontagna nero. Aggredisce le donne alle spalle; chiude loro la bocca con dello scotch grigio e le minaccia con un taglierino.

A casa di Bianchini sono state trovate inoltre bamboline vudù, una pistola giocattolo, guide esoteriche e "pozioni magiche" conservate in bottigliette di vetro e nascoste nel doppio fondo di un cassetto. Sono state trovate anche fascette nere e nastro adesivo, oltre a Dvd porno dai titoli eloquenti.

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