Strage di Bologna, dopo i fischi al ministro Bondi continuano le polemiche

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Uno degli orologi della stazione di Bologna è ancora lì, fermo alle 10.25, l'ora in cui è esploso l'ordigno che ha ucciso 85 persone, come ricordano Pollicino e GiulianoFalco. Nell'attentato ci furono anche più di 200 feriti. Ieri c'è stata la commemorazione ufficiale, nella quale il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, è stato contestato. Tra i fischi il ministro ha detto:

"Così non rispettate il senso più profondo della commemorazione. Questa è la testimonianza del dialogo che io oggi offro. Questa è democrazia, non il fischiare senza nessuna ragione e nessuna giustificazione"

Il ministro ha cercato di continuare a parlare nonostante i fischi, ma non è riuscito a concludere il suo discorso. Prima di lui aveva parlato il presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime Paolo Bolognesi che ha posto l'accento sul problema della certezza della pena:

"La certezza della pena in questo Paese è riservata esclusivamente alle vittime ed ai loro familiari"

Chiaro riferimento alla liberazione di Valerio Fioravanti, ex terrorista ritenuto colpevole della strage, dopo ventisei anni trascorsi in cella. Fioravanti si è sem­pre proclamato innocente e a 51 anni è uscito definitiva­mente di prigione. Gli altri due con­dannati per la strage di Bolo­gna, Francesca Mambro -moglie di Fioravanti- e Luigi Cia­vardini, sono rispettivamente in regime di libertà condiziona­le e di semilibertà.

Ma la strage di Bologna è ancora, anche a distanza di anni, avvolta tra luci e ombre. La sentenza definitiva del 23 novembre 1995 aveva condannato Fioravanti all'ergastolo insieme alla Mambro e a Ciavardini, ma i tre, come già detto, si sono sempre proclamati innocenti. Dituttodipiù parla di connivenza e di segreti di Stato tenuti nascosti ai cittadini.

Difatti non sono mai scoperti nè i mandan­ti né gli intermediari. "Nessun rispetto per la vittime", scrive Articolo 21:

"Commemorare tutte le vittime del terrorismo e delle stragi va ben oltre al valore del ricordo. Serve ai giovani, a quelli che non erano nati quando accaddero i fatti, che devono sapere che da noi, dal dopo guerra ad oggi, vi sono state 14 stragi, tutte rimaste senza mandanti nonostante che il fine politico sia sempre stato evidente. Quella della menzogna e dell’omertà, come più volte denunciato dal presidente dell'Associazione dei famigliari delle vittime Paolo Bolognesi, è una strada che paga"

Ecco il video della contestazione di Bondi.

(fonte immagine)

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