Candannata Aung San Suu Kyi: 18 mesi agli arresti domiciliari

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Aung San Suu Kyi, leader dell'opposizione birmana, rimarrà nella sua casa-prigione ancora un anno e mezzo. E' stata infatti condannata a trascorrere altri 18 mesi agli arresti domiciliari. Il premio Nobel per la Pace è stata condannata per avere violato degli arresti domiciliari. Il 3 maggio 2009 Aung aveva ospitato in casa John William Yethaw, cittadino americano di religione mormone, giunto all'abitazione a nuoto.

Per il 54enne statunitense sette anni ai lavori forzati: tre per la violazione delle leggi sulla sicurezza, tre per immigrazione illegale nel Paese asiatico e uno per la violazione delle norme municipali sull'attività natatoria. Accorato il post di Kay Rush sul suo blog Rush Hour.

"L'Unione europea condanna il verdetto di colpevolezza emesso contro Aung San Suu Kyi e risponderà con sanzioni supplementari verso i responsabili della condanna - si legge in un comunicato della presidenza della Ue - Il processo contro San Suu Kyi è ingiustificato e va contro il diritto nazionale e internazionale".

"Laddove alla signora Suu Kyi, a seguito della nuova pena inflittale, fosse impedita la partecipazione al processo elettorale previsto per il 2010 - ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini - Ritengo che ciò costituirebbe una gravissima lesione ai principi della democrazia".

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