Muore per la sala operatoria chiusa: è rivolta in Sicilia

filippolicambi.jpgContinua la protesta a Mazzarino, in provincia di Caltanissetta, per la morte del giovane Filippo che, rimasto gravemente ferito in un incidente stradale, non era stato soccorso dai medici poichè la sala operatoria era chiusa.

Saracinesche abbassate, strade occupate da auto e trattori. A guidare la protesta è Giovanni Li Gambi, 57 anni, il padre della vittima che dopo essersi incatenato davanti all'ospedale "Santo Stefano" per protestare per i ritardi nei soccorsi, stamane insieme ad un nutrito gruppo di concittadini, si è spostato sulla strada statale 626, Caltanissetta-Gela. "Ciò che è accaduto a mio figlio Filippo, a soli 23 anni, afferma l'uomo, deve servire a salvare altre vite".

L'uomo protesta affinché non venga chiuso il nosocomio di Mazzarino inserito nel piano di ridimensionamento dell'assessorato alla Sanità. "La struttura di Mazzarino non deve chiudere - dice Li Gambi - chiedo a tutte le autorità della provincia di intervenire al più presto e in maniera concreta".

Filippo Li Gambi, dopo l'incidente a bordo della sua moto, era stato trasportato in gravi condizioni all'ospedale "Santo Stefano", da dove era stato disposto il trasferimento all'ospedale "Sant'Elia" di Caltanissetta. Il giovane, però, è morto all'arrivo. I familiari hanno presentato una denuncia sostenendo che il giovane si sarebbe potuto salvare se al "Santo Stefano" fosse stata aperta la sala operatoria.

Insomma, dopo il caso della piccola Sara deceduta all'ospedale di Locri, ancora un caso di malasanità in Italia.

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