Garlasco, l'alibi di Alberto Stasi e gli errori dell'inchiesta: tutto da rifare?

stasi-1sett09.jpgTraballa l'inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Una nuova perizia smonta l'accusa ad Alberto Stasi che gongola per i nuovi risultati che proverebbero il suo alibi: nel momento in cui Chiara fu uccisa, lui si trovava al pc. Ma non è tutto. Sembra infatti che l'inchiesta sia stata accompagnata da numerosi errori, incompletezze, superficialità che: "Il pubblico mini­stero Rosa Muscio è costretto a incassare". Spiega il quotidiano di via Solferino che, "lei non poteva saper­lo ma ad agosto del 2007, anco­ra prima di avere sul suo tavo­lo il materiale-base per le inda­gini, qualcuno senza volerlo stava commettendo uno sba­glio nella sua inchiesta: i carabi­nieri".  

Impronte dei carabinieri sulla scena del delitto, dati scoperti solo adesso sul pc di Stasi, una bicicletta nera igno­rata e molto altro. Insomma non ci sia fatti mancare proprio nulla. Ma andiamo con ordine. 

Il pc e i dati - I militari cancellaro­no involontariamente le tracce di salvataggi che oggi, ritrovate, risultano fonda­mentali per l'alibi di Alberto Stasi.

Le impronte digitali di Chiara - Quando fu fatta l'autopsia tutti si dimenticarono di rilevare le impron­te digitali di Chiara: il cadavere fu riesumato.

Casa e officina Stasi - Nessun controllo scientifico fu fatto a casa di Alberto: nessuna ricerca minuziosa. Mai perquisita anche l'officina degli Stasi; mentre la centralina dell'allarme è stata sequestrata troppo tardi.

La bicicletta nera - Indicata da una testimone la mattina del­l'omicidio alle 9.10 davanti alla villetta di Chiara, non è mai stata sequestrata.

Il luogo del delitto - Nella casa dei Poggi ci sono numerose impronte di carabi­nieri. Quattro tracce,  sono del ca­pitano Gennaro Cassese, una è del colonnello Giancarlo Sangiuliano, comandante pro­vinciale di Pavia, scrive Il Corriere della Sera.

L'ora dell'assassinio - Oggi, dopo l'ultima perizia,la ricostruzione deve essere rivista.

Il sangue - Sulla bici di Stasi il Ris disse di aver trovato tracce "sicuramente di sangue", poi parlò di "elevata probabilità".

Il cellulare -  Il telefono di Alberto non fu mai stato sequestrato. A consegnarlo è stato Alberto, affermando di non averlo più usato dopo il delitto.

A questo punto il dubbio è legittimo: cambierà tutto?

  • shares
  • Mail
134 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO