Influenza A, a Natale il picco: il giovane a Monza sta sconfiggendo il virus

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L'influenza A nei prossimi mesi si presenterà in forma massiccia anche nel nostro Paese. Il picco sarà fra il 18 dicembre e il 18 gennaio, quando potrebbero finire a letto 3 milioni di persone. Ci accompagnerà poi fino al mese di aprile quando diventerà un virus più leggero, mite. Previsioni che non spaventano il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, che ha spiegato che la pandemia "non è grave e il virus è un mese più lento del previsto".

Ieri l'Unità di crisi sulla pandemia si è riunita per discutere il piano di intervento per gestire l'emergenza. All'ordine del giorno l'ipotesi di chiudere le scuole, la definizione dei gruppi "primari" per la fase di vaccinazione e la campagna di informazione. Ma andiamo con ordine.

Scuole - Esclusi sia uno slittamento dell'apertura sia una chiusura a tappeto. "Faremo solo chiusure mirate", ha detto il viceministro al Walfare Ferruccio Fazio. La misura potrebbe scattare se si verificassero almeno tre casi in contemporanea e si valuterà "se chiudere una singola classe o tutta la scuola". Tra le ipotesi c'è quella, però, di allungare per gli studenti le vacanze natalizie, in concomitanza con il picco dell'infezione.

Il piano vaccinale - E' stato sostanzialmente confermato. Potrebbe addirittura scattare prima del 15 novembre (data ufficiale d'avvio). Sarà in due fasi, e riguarderà il 40% della popolazione.

Campagna comunicazione - A coordinarla sarà il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. Previsti spot in tv e sui giornali. 

Nel frattempo migliorano le condizioni del 24 enne di Parma ricoverato al San Gerardo di Monza che, a quanto si apprende, ha sconfitto il virus dell'influenza A. Il giovane rimane però sotto stretta osservazione, a causa del sopraggiungere di un'infezione polmonare da Pseudomonas aeruginosa. E' invece sempre grave l'uomo di 51 anni ricoverato nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Cotugno di Napoli. Le condizioni erano apparse subito disperate per le tante patologie pregresse del paziente. "La risposta alla terapia farmacologica è stata buona - ha detto il direttore sanitario dell'ospedale, Cosimo Maiorino - lo dico ovviamente con la cautela che ci impone un caso così delicato".

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