Garlasco, la nuova perizia del medico legale scagiona Alberto Stasi

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Ulteriori novità all'orizzonte per l'omicidio Chiara Poggi come segnala Repubblica: una delle perizie super partes disposte dal giudice di Vigevano ribalterebbe nuovamente lo scenario già messo in discussione dalle perizie sul pc di Alberto Stasi, finora unico indagato, e da quelle del professor Nello Balossino.

Il professor Lorenzo Varezzo si è soffermato sull'ora della morte: secondo lui non è "valutabile con precisione l'epoca della morte se non affermando che essa avvenne nel corso della mattinata" (foto Repubblica).

Questa affermazione si ricollega all'alibi del ragazzo: Stasi ha sempre affermato che la mattina dell'omicidio si trovava a lavorare al pc alla sua tesi e, secondo indiscrezioni, tra le 9.36 e le 12.20 il ragazzo era effettivamente era al computer.

Sembra poi che l'agonia si sia "protratta per decine di minuti" e l'aggressione sia avvenuta "almeno in due fasi cronologicamente ben distinte".

Ma sono altri i punti in discussione: la perizia medico legale ritiene che il materiale biologico di Chiara rinvenuto sui pedali della bicicletta sequestrata a Stasi "potrebbe essere costituito da qualunque tipo di tessuto riccamente cellulato" e quindi non è detto che sia il sangue della vittima come spiega sempre Repubblica.

Tornando invece alla perizia del professor Balossino, che poneva il problema delle scarpe pulite di Stasi: è possibile che Alberto non si sia sporcato le scarpe di sangue. Questo per due ragioni:

- Stasi poteva avere le scarpe pulite pur essendo stato sulla scena del delitto in quanto le macchie di sangue avrebbero potuto disperdersi sull'erba bagnata

- è presumibile che il sangue di Chiara sparso sul pavimento fosse in buona parte secco

Alberto nei suoi interrogatori ha sempre affermato di aver visto il cadavere della fidanzata riverso sulle scale ma di non essersi avvicinato e di essere scappato via.

Non sarebbe una prova nemmeno l'impronta digitale di Stasi mischiata al Dna di Chiara rinvenuti sul portasapone nel bagno: infatti, spiega il perito, "che i due abbiano entrambi toccato l'oggetto in tempi e per un numero di volte a noi del tutto sconosciuto e non determinabile rende il rilievo del tutto irrilevante".

Le altre perizie ordinate dal magistrato saranno depositate entro il 14 ottobre e riprenderà il processo.

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