Alluvione Messina, ancora dieci i dispersi: le polemiche sul mancato lutto nazionale

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L'ultima vittima, la venticinquesima, dell'alluvione che il 1 ottobre ha devastato i villaggi a sud di Messina, è stata estratta ieri dal fango ormai indurito dal sole. In dieci mancano all'appello e, ammette il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso: "Non c'è nessuna speranza che vengano trovati in vita". A cinque giorni dal disastro che si è abbattuto su questo pezzo di Sicilia, il bilancio inizia ad essere chiaro: alla fine saranno 35 i morti, 140 feriti (di cui trenta ancora in ospedale), oltre 700 sfollati, quattro villaggi e un comune distrutti per sempre.

L'inchiesta aperta dalla procura di Messina non ha ancora indagati, ma i tre esperti sono già al lavoro. Avranno 120 giorni per trovare le cause dell'inondazione, le eventuali con cause e, soprattutto, se ci sono state azioni o omissioni riconducibili alla tragedia.

Sabato, i funerali delle vittime saranno celebrati dall'arcivescovo Calogero La Piana sabato alle 10.30 nella cattedrale di Messina. Il sindaco della città siciliana, Giuseppe Buzzanca ha dichiarato il lutto cittadino e ha inviato un appello al Capo dello Stato, affinchè il presidente Giorgio Napolitano prenda parte alle esequie delle vittime dell'alluvione.

"In questa fase non vogliamo fare polemiche, ma vorrei sapere perchè non è stato proclamato il lutto nazionale per i funerali delle vittime dell'alluvione", ha detto il sindaco. "Speriamo - ha aggiunto - che alla fine sia proclamato, altrimenti sarebbe molto grave: noi siciliani siamo forse figli di un Dio minore?".

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