Burkina Faso, l'alluvione di settembre nel silenzio della stampa: la testimonianza di Padre Jean

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Il primo settembre il Burkina Faso è stato piegato da una pioggia di 12 ore consecutive che ha causato lo sfollamento di 150.000 persone e la distruzione delle abitazioni di banco (terra seccata al sole). 

Abbiamo raccolto la testimonianza di Padre Jean Ilboudo de la Théotokos, gesuita del Burkina Faso e responsabile del progetto di formazione culturale e professionale nel villaggio di Ziniaré, a 35 km dalla capitale Ouagadougou. A Ziniarè mancano elettricità nelle scuole e acqua potabile. Padre Jean e i suoi collaboratori tentano da più di 6 anni di fare decollare il Centro ma i giovani, alla ricerca di opportunità, stanno emigrando in Costa d'Avorio o in Europa. Tra le priorità anche l'apertura di un centro per ragazze, affinché possano imparare a leggere, scrivere, tessere e tingere.

Padre Jean ci ha inviato la sua testimonianza sull'inondazione del primo settembre di cui finora, sui media tradizionali, ha parlato soltanto l'Osservatore Romano. Il Burkina Faso vive una situazione di emergenza e per chiunque voglia dare un contributo, al termine della testimonianza, sono riportati tutti i riferimenti per una donazione.

(Su giovanipace trovate alcune immagini dell'alluvione. L'immagine sopra tratta da flickr è di Marina Palombaro, cooperante di ProgettoMondo Mlal)

Ecco cosa racconta Padre Jean:

Il primo settembre il Burkina Faso e la capitale Ouagadougou sono state vessate da 12 ore di piogge insistenti che hanno causato gravissimi danni. L'ultimo episodio simile risale al 1919, quando Bobo-Dioulasso, una città a 350 km ad ovest di Ouagadougou, fu devastata da 246 millimetri di pioggia.

Sull’altopiano mossi (il Moogo è la parte centrale del Burkina) cadono in media da 800 a 1000 millimetri di acqua all’anno solitamente tra fine maggio e ottobre. Quest’anno le piogge sono iniziate soltanto a giugno, con relativi danni e ritardi per le colture locali. Le piogge del 1° settembre hanno rovesciato sul Paese  1/3 della quantità annuale di pioggia, ossia 279,3 millimetri d’acqua.
Le acque del lago di Ouagadougou, che oggi conta un milione di abitanti,si sono riversate nei quartieri di Wiidi, Dapoya e Tangê. I superstiti sono riusciti a salvarsi arrampicandosi sugli alberi o sui tetti. Molte case di “banco” (terra cotta al sole) sono crollate. I danni sono incalcolabili.

Quello che ho visto. Avevo lasciato il villaggio di Ziniaré, a 34 km da Ouagadougou, il 1° settembre alle 11 di mattina per recarmi nella capitale. L'acqua era ormai dappertutto e proseguire, anche per vie secondarie, era impossibile.

Nel quartiere di Tangê arrivai con fatica al ponte del 2° Barrage, che non era possibile attraversare. Ho aspettato dalle 11.30 alle 18 quando sono riuscito ad arrivare a Dapoya, dove un intero quartiere era sott’acqua. Anche a Wiidi pareti e case erano crollate e il canale di Kadiogo aveva rotto gli argini. I ponti non hanno tenuto.

A Ouagadougou gli sfollati sono oltre 150.000 e solo 110.000 di loro, a una settimana dall'alluvione, avevano ricevuto i soccorsi. 7 i morti secondo la stampa locale. Tuttavia le cifre non sono definitive. Nell'ospedale della capitale i degenti al piano terra sono stati evacuati, e le scuole adibite a pronto soccorso.

Le fogne sono tra le priorità: dovrebbero essere svuotate, ma i camion-cisterna  hanno aumentato i prezzi e si rifiutano di correre rischi nei quartieri distrutti. Secondo la stampa, le autorità sanitarie temono il rischio del colera e di epidemie, che si diffondono facilmente durante la stagione delle piogge.

Ora è necessario raccogliere fondi e ricostruire tramite la Chiesa, le reti di parrocchie, le comunità di base e la sua organizzazione caritativa (OCADES diocesana e nazionale). Nella parrocchia di St. Pierre de Gounghin, ad ovest della capitale, ogni Comunità Cristiana di Base (CCB) ha recensito le vittime del proprio quartiere. I danni riguardano 1.092 case, ripartite su 11 CCB (quella di Nab-pougo è la più colpita con 967 senza abitazione). A ottobre e novembre i lavori di costruzione potranno iniziare su larga scala. E sarà necessario ricostruire gli edifici con materiali più solidi.

Ouagadougou 7 settembre 2009 (a una settimana dalla catastrofe)

Jean Ilboudo de la Théotokos

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Song Taaba Onlus è un'associazione che si é attivata insieme a P. Ilboudo Jean per dare inizio al Centro formativo dei ragazzi, al laboratorio delle ragazze e all'adozione a distanza dei bimbi nel villaggio di Ziniaré. Per saperne di più leggete i pdf sotto:

 
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