Neve a L'Aquila, gli sfollati nelle tendopoli: dove sono le case promesse dal Governo?

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La neve è arrivata a L'Aquila e le condizioni dei circa 6mila "irriducibili", così li chiama il direttore della Protezione Civile Guido Bertolaso, sono ormai giunte ai limiti del sopportabile. Le temperature sono scese di una decina di gradi nel giro dell'ultime ore, per arrivare a minime che hanno raggiunto i -2 della scorsa notte.

Questa mattina gli abitanti della tendopoli si sono svegliati con la maginifica e terribile vista del Gran Sasso imbiancato. Nonostante gli sforzi della Protezione Civile al momento mancano impianti di riscaldamento e le abitazioni provvisorie che erano state promesse non sono ancora state portate a compimento, come si evince dai cantieri in piena attività

Purtroppo il cattivo tempo e le temperature rigide non sono gli unici problemi che devono essere affrontati dalla popolazione abruzzese. Nella notte di domenica, infatti, sono state registrate scosse di magnitudo 4.9 Richter e se si pensa che le scosse più violente di aprile si aggiravano sui 5.8 si può comprendere la gravità della situazione.

C'è grande scontento nelle tendopoli per la mancata distribuzione delle case provvisiorie, che erano state promesse proprio per la metà di ottobre, a seguito di uno slittamento delle scadenze previste per il mese di settembre. Inoltre le abitazioni di classe B e C, quelle agibili o parzialmente agibili dopo controlli degli esperti, non sono ancora state visionate, lasciando così per strada anche coloro che avrebbero potuto ritornare ad una vita normale. Si aggiunge anche la necessità di riscaldamento per i giovani studenti che proprio in questo giorno hanno iniziato l'anno scolastico in strutture inadatte.

Ovviamente Fabrizio Curcio, direttore dell'Ufficio Gestione delle Emergenze, chiede pazienza alla popolazione, anche se i toni usati sono alquanto polemici, dato che viene sottolineata l'insistenza della popolazione nel voler restare vicini alle proprie abitazioni inagibili e nel rifiuto delle sistemazioni in alberghi lungo la costa. Curcio però non tiene conto né della necessità di molte persone di rimanere vicini al luogo di lavoro, né della necessità umana di rimanere accanto ad amici, parenti e concittadini che hanno bisogno di assistenza e solidarietà.

Blogosfere aveva già seguito la condizione degli sfollati abruzzesi nel mese di settembre. Potete vedere e le foto dei nostri precedenti articoli da L'Aquila, Paganica, Onna e Castelnuovo.

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