Violenza sessuale ad Ascoli, giovani in manette: tutta colpa di Facebook e Messenger?

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Sono stati interrogati oggi i due diciottenni di Ascoli arrestati martedì con l'accusa di aver abusato di una ragazzina di soli 16 anni.

I due giovani, Carlo Maria Santini ed Enrico Maria Mazzocchi, erano soliti organizzare festini a base di droga ed alcol in un appartamento di proprietà di un parente di Santini. La casa, tra l'altro, era già controllata dalle forze dell'ordine da settembre, per un'indagine nel campo dello spaccio di droga nella quale erano state fermate 13 persone.

Le partecipanti a queste feste erano spesso contattate attraverso Facebook e Messenger, strumenti molto usati dai due per i loro inviti.

La violenza è avvenuta circa un mese fa, durante una delle famose feste. La sedicenne era un'amica di Santini e non sospettava nulla delle intenzioni del duo, che le hanno fatto bere un amaro molto forte, lasciandola così senza difese. Il particolare più inquietante della vicenda è che la madre, preoccupata perché la figlia tardava a tornare casa, le aveva telefonato ed era stata costretta ad ascoltare tutto ciò che succedeva senza poter far nulla.

La polizia è riuscita poi ad incriminare i due grazie ai loro numerosi passi falsi. Infatti si sarebbero vantati su internet della loro gesta e avrebbero minacciato la ragazza e la madre per evitare la denuncia. Anche un'altra madre, a conoscenza dei fatti, avrebbe impedito alla figlia di frequentare quell'appartamento, ma sarebbe stata insultata e minacciata allo stesso modo.

Sono stati fatti degli accertamenti sulle altre giovani che partecipavano alle feste e sembra che ci sia stato almeno un altro caso di molestie. Questa volta sarebbe coinvolta una quattordicenne, ma nulla è ancora stato confermato.

I due durante gli interrogatori di oggi hanno negato tutte le accuse, affermando che le ragazze erano consenzienti

La madre di Santini ha dichiarato di aver sempre cercato di aiutare il figlio, ma di non essere mai riuscita a controllarlo, dato che ha preferito frequentare compagnie sbagliate e ha spesso dimostrato di non rendersi conto della differenza tra bene e male.

Si è accesa una polemica sul caso, sopratutto per il ruolo che gli strumenti informatici hanno giocato nella vicenda. Bisogna sottolineare come Facebook e Messenger, così come Internet in generale, siano solo dei mezzi e non degli spauracchi da demonizzare in tempi di crisi, anche morale.

Il nostro Andrea Garbin di Pollicino ha riflettuto ieri sul caso e ha sottolineato come anche in una città come Ascoli, in cui vengono organizzati dal Comune corsi per i giovani sull'uso e i possibili pericoli di Internet, sia possibile che accadano eventi del genere.

Ciò forse ci dovrebbe portare a pensare che la responsabilità di questi fatti ricade sui protagonisti e non sui mezzi utilizzati e che forse aver lasciato svuotare le piazze reali a favore di quelli virtuali ha contribuito a creare un senso di solitudine che viene colmato attraverso l'uso di droghe, alcol e violenza.

Con questo non si vuole criticare i giovani e la loro generazione ma risulta evidente come l'utilizzo estensivo di Internet senza un adeguato senso della realtà può portare, nel caso, ad avere fiducia nelle persone sbagliate e a non comprendere i rischi che si possono nascondere dietro lo schermo di un computer.

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