Perugia, madre costringe la figlia 11enne a prostituirsi: arrestata

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Solo nella nostra epoca poteva accadere un fatto del genere: in un'epoca in cui si è qualcuno quando si hanno più di 500 amici su Facebook, in cui gli eroi da emulare sono i partecipanti al Grande Fratello, in cui se hai un talento (ma anche no) devi assolutamente tentare la strada della televisione, in cui la famosa previsione di Andy Warhol sulla celebrità è ormai diventata una maledizione.

Purtroppo è di questi giorni la notizia che una donna di 40 anni è stata arrestata a Passignano sul Trasimeno, paese in provincia di Perugia, perché costringeva la figlia undicenne ad avere rapporti sessuali con suo coetanei. Il motivo: la donna era ossessionata dall'idea di garantire la celebrità della figlia rendendola popolare con i ragazzi

Sembra che la donna adescasse i ragazzini e li convincesse a frequentare casa sua offrendo loro dei regali, ricariche telefoniche e anche cellulari. 

Il mostruoso via vai era stato notato dagli abitanti della zona che, insospettiti dall'alta frequenza delle visite alla casa e sopratutto dalle urla che ogni tanto provenivano dall'abitazione, avevano avvertito la polizia. La Squadra Mobile si è quindi attivata e ha messo sotto controllo il telefono della donna.

Da queste registrazioni è risultato che gli incontri cui era costretta la figlia erano quasi quotidiani. Questa vi si opponeva in lacrime e spesso non riusciva a dormire la notte per gli incubi che la tormentavano.Non è ancora stato stabilito se la povera ragazza abbia subito violenze sessuali complete. Al momento è affidata ai servizi sociali.

Dalle ultime indagini, poi, pare che vi fosse anche una ragazzina tredicenne che frequentava la casa per avere rapporti, sempre alla presenza della donna, con un giovane di 17 anni, denunciato per concorso in violenza sessuale.

Invece pare fosse assente durante questi incontri il padre della ragazza, lavoratore saltuario, verso il quale non sono stati presi provvedimenti.

Il paese è sotto choc per la vicenda, in pochi avevano dei sospetti su cosa succedesse in quella casa, anche perché la ragazzina a scuola si comportava in modo normale e non aveva mai mostrato segni degli abusi cui era sottoposta. 

Non è sicuramente questo il luogo per una discussione sociologica sulla società delle immagini, però fa davvero spavento che una mente debole, come dev'essere per forza quella della madre in questione, possa essere suggestionata a tal punto da certi modelli imposti dalla televisione da volerne replicare una copia distorta sulla propria figlia.

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