Napoli, il video dell'omicidio shock: la Procura, "chi è il killer?"

ansa_17090128_32170.jpgLa Procura della Repubblica di Napoli ha diffuso pubblicamente il filmato nel quale viene ripresa la scena dell'omicidio di Mariano Bacioterracino, avvenuto l'11 maggio al Rione Sanità, in via Vergini.

Come si vede dal video, effettuato da telecamere di sicurezza, l'uomo è fermo davanti ad un negozio. Successivamente gli si affianca un'altra persona, vestita con una camicia bianca, che risulterà poi essere il palo del killer, con il compito di segnalare l'identità della vittima. Dopo poco arriva anche l'esecutore, coperto da un cappellino, giubbotto blu, scambia un cenno con il palo mentre questo si dilegua.

Si apposta quindi dietro alla vittima ma è bloccato da un imprevisto: una donna si è fermata a controllare un biglietto del gratta e vinci. Con calma improvvisa un diversivo, entra nel negozio, fa un giro veloce e agisce fulmineamente: spara quattro colpi, di cui l'ultimo per sicurezza alla testa, quando Bacioterracino è ormai a terra.

La scena è senza dubbio agghiacciante, ma lo è ancora di più quello che succede dopo: i presenti al momento dell'omicidio sono sì scossi, ma agiscono anche come se il fatto ricadesse nella quotidianità più banale. Ci sono persone che fuggono e una donna che tranquillamente si accosta al cadavere, ne controlla il viso, forse per vedere se conosce l'uomo, e poi se ne va tranquillamente. La stessa cosa avviene per un uomo che passa con una bambina in braccio, i suoi movimenti non sono quelli di qualcuno che sta assistendo ad una scena orribile.

Il video presenta delle immagini molto crude, si consiglia pertanto la visione ad un pubblico di soli adulti.  

Il filmato è stato diffuso dalla Procura perché dopo 10 mesi non si è ancora riuscito a dare un nome al killer e al suo complice e perciò ha deciso di affidarsi alla collaborazione delle persone del luogo, sollecitando chi riconoscesse i due uomini a farsi avanti.

Le reazioni a questa notizia sono state le più disparate: Veltroni, componente della Commissione Antimafia, chiede interventi fermi e provvedimenti immediati dello stato per arginare l'emergenza criminalità a Napoli; Mara Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità, spiega che “è giusto tutti gli adulti vedano, perché il primo strumento di lotta alla camorra è la consapevolezza dei cittadini che, così, non si può e non si deve andare avanti”.

Il commento più interessante viene però da Roberto Saviano, che ben conosce quella realtà e bene ha saputo raccontarla. Lo scrittore sottolinea l'abilità e il sangue freddo del killer, ma sopratutto vuole far comprendere le reazioni dei passanti, che a noi sembrano dettate da una freddezza innaturale. A Napoli scene del genere rappresentano non la normalità, ma non sono così rare, e davanti a questi eventi l'unico sentimento che prevale è la paura. La paura di essere riconosciuti, di essere identificati come testimoni perché la consapevolezza è che la città è in mano loro, degli assassini, che potrebbero vendicarsi facilmente. Il fatto che l'uomo non fosse un santo non invoglia poi a rischiare la vita.

Mariano Bacioterracino infatti era stato coinvolto 17 anni fa nel sequestro DiMartino, e condannato a 12 anni per quel misfatto. Nella zona era poi conosciuto come uno svaligiatore di banche, un reato particolarmente odioso alla camorra.

Il fatto ci riporta alla memoria ciò che era avvenuto il 26 maggio nella stazione di Montesanto a Napoli quando Petru Birladeanu, musicista romeno, era stato colpito per sbaglio durante un regolamento di conti tra clan rivali. Anche allora una telecamera filmò le reazioni indifferenti dei presenti, ma in quel caso il video aiutò gli inquirenti ad arrestare i colpevoli.

Speriamo che anche il video dell'omicidio di Baciaterracino porti ad un finale simile.

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