Polemiche per la morte di Stefano Cucchi: la famiglia chiede la verità

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Il caso di Stefano Cucchi sta scatenando polemiche violentissime in tutta Italia.

La morte improvvisa ed assurda, l'impossibilità della famiglia di conoscere i dettagli del decesso, le reticenze delle forze dell'ordine fanno parte di un immaginario appartenente a qualche dittatura sudamericana, non ad un paese civile e democratico quale dovrebbe essere l'Italia.

Stefano Cucchi, 31 anni, viene arrestato la notte del 15 ottobre per un modesto possesso di droga. I carabinieri perquisiscono l'appartamento, ma non viene trovato altro. Il giorno dopo, viene disposto all'udienza che il ragazzo debba stare in carcere fino al 13 novembre, quando ci sarà la parte successiva del procedimento giudiziario. I famigliari dichiarano che già in quel momento erano visibili i segni delle percosse. Si tratta dell'ultimo istante in cui vedono Stefano vivo.

La sera di sabato 17 i carabinieri avvisano la famiglia che il figlio è stato ricoverato in urgenza presso l'ospedale Sandro Pertini.

L'autorizzazione viene data solo per giovedì 22, ma ormai è troppo tardi: quel giorno viene notificato ai Cucchi, increduli, il decreto con il quale il Pubblico Ministero autorizzava l’esecuzione dell’autopsia in seguito al decesso di Stefano.

Inizialmente persino l'autorizzazione a vedere il corpo viene loro negata ma finalmente possono assistere all'orribile spettacolo: “mio fratello aveva il viso completamente devastato, era irriconoscibile, aveva un occhio gonfio e un altro sembrava incavato, la mascella sembrava rotta, aveva il viso come bruciato”, sono queste le parole di Ilaria Cucchi.

Le reazioni della famiglia sono di indignazione totale, vista anche il rifiuto delle autorità giudiziarie a fornire qualsiasi spiegazioni riguardo le condizioni del corpo del ragazzo. La foto dell'autopsia vengono rese pubbliche dalla famiglia che chiede giustizia, non convinta della tesi del ministro della Giustizia Alfano secondo la quale Stefano sarebbe morto in seguito ad una caduta accidentale.

Luigi Manconi, presidente dell'associazione A Buon Diritto, ha dichiarato:"Ho avuto modo di vedere le foto della salma di Cucchi. E' difficile trovare le parole per dire lo strazio di quel corpo, che rivela una agonia sofferta e tormentata. E' inconfutabile che il corpo di Stefano Cucchi, gracile e minuto, abbia subito a partire dalla notte tra il 15 e 16 ottobre numerose e gravi offese e abbia riportato lesioni e traumi”.

Marina Sereni, vicepresidente dei deputati Pd:sottolinea la necessità di fare luce sulla vicenda per ripristinare la fiducia degli italiani nelle forze dell'ordine. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa, dal canto suo, difende a spada tratta i carabinieri dicendosi “certo del loro comportamento assolutamente corretto”.

Il caso ricorda molto quello analogo di Federico Aldrovandi, morto nel 2005 dopo essere stato arrestato, che si è concluso solo nel 2009. Altri casi celebri di morti misteriose sono stati quelli di Aldo Bianzino, Manuel Eliantonio, Stefano Frapporti, Marcello Lonzi, Giuseppe Turrisi, Riccardo Rasman.

Una serie di nomi che non dovrebbero essere dimenticati, per fare sì che vicende del genere non si verifichino più

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