Garlasco, Chiara è stata uccisa con un grosso paio di forbici: è scontro sui tempi del delitto

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Garlasco, due anni dopo. E' ancora mistero. C'è un'arma del delitto ancora non trovata, ci sono i tempi dell'assassino che non tornano, il tessuto molle sui pedali della bicicletta da identificare. Ieri in aula, dove si svolto il processo con rito abbreviato contro Alberto Stasi, unico imputato per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi il 13 agosto 2007, non sono mancati i colpi di scena.

Nel tentativo di chiarire cosa abbia impugnato l'assassino per massacrare Chiara, sono spuntate un grosso paio di forbici da sarto. Dall'udienza risulta che è stata depositata a fine settembre dai consulenti dei pm una relazione sull'arma del delitto che ipotizza sia stata appunto un "forbicione". L'arma però non è mai stata trovata: E, nel corso delle indagini, sono state avanzate le ipotesi più svariate a proposito di quell'oggetto contundente che prima si pensava fosse una picozza, poi un attrezzo da giardinaggio, poi un martello e, addirittura, un oggetto nautico. 

Ma il punto più spinoso della giornata di ieri in aula a Vigevano riguarda l'ora della morte di Chiara e la dinamica del delitto. Il medico legale Lorenzo Varetto, assieme ai suoi colleghi Fabrizio Bison e Carlo Rubinoha affermato che: l'aggressione sarebbe durata in tutto 20 di minuti e non come era scritto nella relazione "alcune decine di minuti", riducendo così la tempistica dell'omicidio.

Robino ha inoltre spiegato i motivi per cui il materiale biologico riconducibile a Chiara e rintracciato sui pedali della bici sequestrata ad Alberto, non è databile, e non è detto che sia sangue.

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