Strage in una base militare americana, Obama: "Orribile esplosione di violenza"

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"Una orribile esplosione di violenza", così il Presidente Obama ha definito la strage avvenuta ieri alla base militare di Fort Hood, vicino Austin, in Texas.

L'incidente è accaduto al Soldier Readiness Center, una struttura in cui i giovani soldati in partenza per l'Iraq vengono sottoposti a controlli medici.

L'autore della strage è il maggiore Nidal Malik Hasan, 39 anni, un medico specializzato in malattie mentali, che ha agito da solo usando un'arma semi-automatica ed alcune pistole. Senza alcun preavviso ha improvvisamente preso a sparare in modo indiscriminato su soldati e civili.

13 persone state uccise e almeno 31 sono rimaste ferite, prima che l'uomo fosse fermato da una raffica di pallottole. In un primo tempo era trapelata la notizia della morte di Hasan, così come la presenza di due complici, poi rivelatasi infondata, ma in questo momento le autorità affermano che le sue condizioni sarebbero stabili.

Gli ufficiali della base non riescono a spiegarsi come sia stato possibile un avvenimento del genere, in special modo come il medico abbia potuto introdurre un'arma nella base, la più affollata degli Usa (con oltre 50 mila militari). La reazione immediata alla violenza è stata lenta perché, afferma una portavoce dell'esercito: ”non portiamo armi quando siamo nella base. Questa è casa nostra“.

Per quanto riguarda le motivazioni dell'insano gesto si stanno valutando varie ipotesi. Il maggiore Hasan era inserito nell'esercito da più di 20 anni, si considerava un patriota, aveva anche discusso con i propri genitori sull'opportunità della carriera militare ma era fermamente convinto di dover servire il proprio paese.

Una delle possibili risposte si può trovare nelle intimidazioni, negli attacchi verbali e nei sospetti che ultimamente gli venivano rivolti a causa della sua origine mediorientale. Alcuni colleghi, in merito, lo hanno descritto come un "solitario" ed un "irascibile".

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L'altra traccia porta al rifiuto che il medico avrebbe opposto alla sua imminente partenza per il fronte di guerra, ancora più impellente se si pensa che era costretto per la sua professione ad ascoltare tutti i terribili racconti dei reduci, che avrebbe dovuto curare. Secondo questa teoria il medico non avrebbe più saputo reggere allo stress e la strage sarebbe stata causata da un suo tracollo psicologico.

Inoltre dalle indagini delle autorità è parso evidente che, a causa delle sue origini, Hasan si dichiarava contrario alle operazioni belliche americane e la polizia sta vagliando la possibilità che il responsabile della strage possa essere stato autore di messaggi informatici inneggianti ai kamikaze islamici.

Nello stato del Texas è stata dichiarata una giornata di lutto e il governatore del Dick Perry ha ordinato bandiere a mezz'asta. Lo stesso Presidente Barack Obama si è detto devastato dalla tragedia affermando che “è sconvolgente sapere che uomini e donne in uniforme muoiono in territori di guerra, ma è ancora più sconvolgente quando questo avviene in territorio americano”.

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