Scajola invita a sbloccare i finanziamenti per la banda larga: Internet necessario contro la crisi

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UPDATE! h.16:00   Un appello che chiede di "riconsiderare il congelamento degli 800 milioni di euro di investimenti destinati allo sviluppo della banda larga" sta per essere inviato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, a Gianni Letta, a Renato Brunetta e a Paolo Romani. Trai vari firmatari della richiesta ci sono Upa, Iab, Fcp, Assocomunicazione, Assorel e Fedoweb e alcune tra le principali associazoni dei consumatori come Altroconsumo e Adconsum. Su laylapavone.blogspot.com potete leggere la lettera aperta, firmata tra gli altri dal presidente di Iab Italia. 

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Il ministro Scajola cerca di riaccendere la fiamma della speranza per la banda larga, che sembrava destinata a spegnersi dopo le dichiarazioni di Gianni Letta, che aveva annunciato il rinvio del progetto a quando la crisi economica sarà sotto controllo.

Il piano Romani quindi era stato bloccato, come ha dichiarato Brunetta, che si era speso a favore della riconversione, perché gli investimenti del Governo avrebbero dovuto focalizzarsi al momento su politiche di ammortizzamenti sociali, di maggiore importanza.

Il ministro dello Sviluppo Economico ha cercato di opporsi a questo stop improvviso consegnando al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, durante l'ultimo Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica), un appunto per chiedere l'avvio di alcuni progetti, tra i quali l'avvio della rivoluzione informatica in Italia. Ha infatti affermato che questo progetto "darebbe lavoro a 50.000 addetti e consentirebbe di aprire 33.000 cantieri, con un impatto positivo sul Pil pari a 0,2 punti percentuali".

Ricordiamo che l'interesse per la vicenda era nato quando la Finlandia aveva annunciato di voler dotare tutti i propri cittadini di una connessione internet di 1 megabit al secondo entro il prossimo luglio e di 100 megabit al secondo nel 2015.

Ora, alcuni si erano chiesti perché finanziare un progetto sul quale continuano a pendere dubbi quali il ponte sullo Stretto e non una riconfigurazione dell'autostrada informatica che porterebbe vantaggi economici e occupazionali.

Il Governo quindi aveva cavalcato l'onda promettendo in tempi breve la copertura totale dello Stivale con connessioni a banda larga della velocità di 2 megabit al secondo, forse dimenticando che in Italia solo una famiglia su due è in possesso di un pc.

Lo stanziamento previsto dal piano del vice ministro Paolo Romani per estendere le reti ad alta velocità era di 1,4 miliardi di cui 800 milioni da reperire dai fondi europei Fas 2007-2013. Ma la pressione dell'investimento non ha tardato a farsi sentire e Letta è stato costretto a smentire l'imminenza del progetto.

Le polemiche ovviamente non hanno tardato a scatenarsi e, nonostante le rassicurazioni del ministro Scajola, continuano anche in queste ore.

C'è chi ha affermato, come fa il leader dell'Italia dei Valori Antonio di Pietro, che una simile rivoluzione sarebbe stata rinviata perché di grande pericolo per l'attuale classe politica, che intrattiene rapporti stretti con il mondo dell'informazione della carta stampata ma non con quello di Internet. Ha spiegato l'ex magistrato: "l'obiettivo della decisione è arginare il tracollo del sistema televisivo e dell'editoria, strumenti senza i quali la classe politica attuale invecchierebbe di 100 anni in un sol colpo. Se Internet entrasse nelle case, con la diffusione del tubo catodico questo Parlamento durerebbe da Natale a Santo Stefano. E quelli che fanno le leggi per l'Italia lo sanno benissimo. Sarebbe come dire che entrerebbero nelle case Travaglio o Grillo e verrebbe messo fuori Emilio Fede".

Altri invece, ad esempio Guido Scorza, hanno ipotizzato, confrontando le trascrizioni delle riunioni del Cipe con gli annunci fatti dai rappresentanti del Governo, che i famigerati 800 milioni non sarebbero mai stati effettivamente contemplati, trattandosi quindi solo di una strategia per la ricerca del consenso.

Quello che è sicuro è che il digital divide è sempre più ampio ogni giorno che passa e la situazione informatica in Italia è molto arretrata, anche dal punto di vista legislativo.

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