Calcio: suicida Robert Enke, portiere della Germania, depresso per la morte della figlia

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Si è suicidato ieri Robert Enke, il portiere della nazionale tedesca. Lo hanno rivelato oggi durante una conferenza stampa il medico e la moglie del'atleta.

Il 32enne giocatore dell'Hannover si è tolto la vita gettandosi sotto un treno ad un passaggio a livello poco distante da casa sua. Il treno viaggiava ad una velocità molto elevata, e l'uomo è morto in seguito alle ferite riportate. La polizia ha fatto sapere che la vettura era parcheggiata a pochi metri dai binari, ancora aperta e con il suo portafoglio all'interno.

L'uomo soffriva da anni di una grave forma di depressione, dopo che nel 2003 perse il posto in squadra nel Barcellona, ma sopratutto in seguito alla morte della figlioletta di appena due anni, avvenuta in seguito ad un'operazione per curare i suoi disturbi cardiaci.

Proprio questa traccia sembra essere la più seguita dalle autorità che si occupano delle indagini. Il nostro blog Pollicino si interroga sulla difficoltà dell'elaborazione del lutto e sulla difficoltà di colmare una perdita di tale entità.

Dalle ultime indiscrezioni sembra che sia stata lasciata una lettera di spiegazioni in cui l'uomo si scusa per aver ingannato parenti ed amici. I dettagli delle ultime parole però sono stati tenuti nascosti dalla polizia per rispetto della famiglia. La vedova Teresa ha ricordato come la depressione fosse comparsa in lui dopo gli insuccessi sportivi a Barcellona ed ad Istanbul, dove aveva militato nella squadra del Fenerbahçe.

Il fatto ha suscitato grande emozione e sembra che la federazione di calcio tedesca abbia intenzione di annullare l'amichevole contro il Cile prevista per sabato, dopo aver cancellato l'allenamento di questa mattina.

Circa 300 tifosi si sono riuniti davanti alle cancellate della sede del club, dove hanno manifestato il loro cordoglio, deponendo fiori e candele a formare il numero 96, per ricordare il 1896, anno di fondazione della squadra.

Sembra essere proprio una tragedia che non poteva essere evitata: ""Prima che uno venga portato a una situazione che può diventare ancora più infelice, è meglio darci un taglio definitivo", è una dichiarazione di Robert Enke che risale al 2003 e che suona adesso come un sinistro presagio.

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