Caso Marrazzo: Porta a Porta, Natalie e la sua verità. Brenda uccisa per vendetta fra trans?

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Il caso Piero Marrazzo sembra non avere fine. Dopo l'inchiesta sul video-ricatto girato dai carabinieri, dopo la morte della trans Brenda, ecco che anche Natalie finisce nelle maglie della trappola televisiva, in particolare nel salotto di Porta a Porta ospite di Bruno Vespa.

Davanti ai microfoni di Raiuno la trans ha raccontato la sua verità su una faccenda che sembra non voler mai trovare una versione definitiva. Ci tiene a precisare che la droga che compare nel video incriminato non è mai stata comprata da lei, né adoperata da Marrazzo in occasione dei loro incontri, ma sarebbe stata messa lì dai carabinieri in borghese per incastrare l'ex Presidente della Regione Lazio.

Per quanto riguarda la morte di Brenda, il cui corpo carbonizzato è stato ritrovato venerdì scorso nel suo appartamento di Roma, Natalie avanza l'ipotesi che potrebbe trattarsi di una vendetta privata in quanto, secondo le sue parole, "altri potevano volerla morta, perché quando si ubriacava rapinava i clienti e chiedeva soldi ai trans".

Sembra proprio che tra le due non corresse buon sangue. Qualche giorno fa infatti la compagna di Brenda, China, aveva dichiarato che tutto il polverone sollevato fosse stato provocato da una trappola tesa dalla stessa Nathalie: tesi che risulterebbe invalidata dalle dichiarazioni fatte ieri a Porta a Porta secondo le quali sarebbe stato Piero Marrazzo a contattare la trans per vedersi nel pomeriggio, cosa inusuale per i due, e pochi minuti dopo la telefonata sarebbe arrivato immediatamente a casa sua.

Sulla morte della compagna China asserisce che è impossibile che qualcuno fosse in cerca di filmati scottanti nel laptop di Brenda: "era una grande esperta di computer. Non so cosa avesse sul pc ma di sicuro non aveva filmati perché altrimenti li avrebbe fatti vedere immediatamente". Anche Natalie non crede alla pista dell'omicidio preventivo, infatta pensa che "se la sua morte fosse collegata a questa faccenda, la prima persona che doveva morire ero io".

Tuttavia sono stati ritrovati dagli inquirenti centinaia di file cancellati nel computer di Brenda e tra questi anche parecchi video. Non si può escludere, al momento, che nel materiale recuperato ci sia anche il "secondo video", di durata molto più lunga del primo, di circa 13 minuti, che ritrae Marrazzo con Brenda e un'altra trans, Michelle.

Parallele alla vicenda di Brenda scorrono anche le indagini per il decesso del pusher Gianguerino Cafasso, che tentò di commercializzare il video a luci rosse con Piero Marrazzo e Natalie. Secondo gli inquirenti sarebbe stata una dose di eroina, "mascherata" farmacologicamente con una sostanza in modo che la facesse assomigliare al gusto della cocaina, ad uccidere lo spacciatore. La sostanza infatti è fatale all'assunzione per un abituale consumatore di cocaina e il sospetto degli investigatori è che chi ha fornito l'eroina sapesse degli effetti letali che avrebbe provocato.

Come è facile notare sembra proprio che il caso Marrazzo riserverà ancora molte sorprese, per la notevole quantità di versioni, ipotesi e persone diverse coinvolte nella vicenda, forse a discapito della verità che si inizia a temere potrebbe non vedere mai la luce.

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