Omicido delle mani mozzate: il colpevole ispirato da telefilm per uccidere Carla Molinari?

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Potrebbe essersi ispirato a popolari serie televisive a sfondo poliziesco-medico quali "C.S.I." o l'italiana "Ris delitti imperfetti" per compiere il delitto del quale è indagato. Roberto Piccolomo, 58 anni, imbianchino, è infatti il principale sospetto per l'omicidio di Varese, denominato dalla stampa "delle mani mozzate".

Ieri infatti è stato arresto dalla polizia con l'accusa di essere il responsabile della morte di Carla Molinari, l'anziana donna trovata senza vita nella sua casa di Cocquio Trevisago, in provincia di Varese. I particolari dell'omicidio, particolarmente raccapricianti, sono ormai noti: il corpo della donna è stato ritrovato senza la mani, mentre attorno al collo recava segni di lacerazione, come se qualcuno avesse voluto reciderle la testa.

Residente a Ispra, l'uomo viene descritto dai vicini come un appassionato di casi investigativi, omicidi irrisolti e morti misteriose. Si era trasferito da Cocquio qualche mese fa, quando aveva chiuso il ristorante che gestiva nel paese. A tradirlo sarebbero state le impronte delle scarpe ritrovate nella casa della vittima e dei graffi sul viso.

Proprio in seguito ad una colluttazione con la Molinari l'indagato avrebbe potuto maturare la decisione di tagliarle le mani, preoccupato che potessero essere rimasti dei frammenti di pelle, che avrebbe potuto essere ritrovati dalla scientifica, operazione usuale nei telefilm di cui era appassionato.

L'uomo inoltre era già noto alla polizia perché 6 anni fa era già stato condannato a 15 mesi di carcere per l'omicidio colposo della moglie, che era morta in seguito all'incendio dell'automobile in cui si trovava la coppia, incidente dalle circostanze misteriose da cui Piccolomo era riuscito a scampare miracolosamente

Il movente dell'omicidio è ancora sconosciuto, ma la polizia porta avanti una pista riguardante l'interesse economico. La vittima, infatti, descritta dai conoscenti come una donna intelligente, prudente e riservata (come ci ricordava Notitia Criminis), pare avesse confidato ad una amica di volere lasciare l suo intero patrimonio, ammontante a circa 500mila euro, ad una associazione benefica. Sembra che la donna e il suo carnefice avessero rapporti frequenti, anche per la presenza della seconda moglie di Piccolomo, una colf tunisina, in casa Molinari. L'indagato è per ora accusato di omicidio premeditato aggravato da sevizie e crudeltà.

Le indagini riguardanti la morte della Molinari sono state particolarmente complesse perché l'uomo avrebbe messo in atto manovre di depistaggio per sviare gli inquirenti. Per esempio le tracce di scarpe rinvenute nell'appartamento compivano traiettorie senza senso e in alcuni punti erano appaiate, come a simulare un salto. Ancora, i quattro mozziconi senza cenere rinvenuti per terra, di quattro marche diverse, nonostante la vittima non fumasse. Per non parlare poi della cintura dei pantaloni trovata slacciata, per delineare la pista di una tentata violenza sessuale, o dei cassetti completamente svuotati per rendere credibile l'ipotesi di un furto o una rapina.

Pare dalle ultime indiscrezioni che sia stato un video ripreso da delle telecamere di sorveglianza ad incriminare l'uomo. Nel filmato, infatti, questi verrebbe mostrato mentre raccoglie dei mozziconi di sigaretta da un posacenere pubblico, infilandoli in una scatoletta.

Al momento il paese di Cocquio Trevisago si trova in uno stato di shock, nessuno pensava che l'assassino potesse nascondersi tra uno degli abitanti, in questo caso un ex compaesano. Anzi, il sindaco aveva già iniziato ad organizzare ronde di vigilanza contro gli stranieri, ma, tristemente, spesso i misfatti peggiori sono quelli che avvengono all'interno di un nucleo ristretto e non c'è bisogno di guardare fuori da sé per trovare il male.

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