Processo di Perugia: oggi gli sms tra Meredith e Amanda e la difesa di Raffaele Sollecito

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Continua il processo di Perugia per la morte di Meredith Kercher. A tenere banco oggi sono stati gli sms scambiati tra la vittima e Amanda Knox, esaminati per appurare quali fossero i rapporti tra le due ragazze nella vita quotidiana e in special modo nel periodo precedente l'omicidio.

I messaggi sembrerebbero confermare l'amicizia delle due giovani, dato che molto spesso i messaggi si concludono con una x, il simbolo utilizzato nella messaggistica per indicare un bacio. Durante il mese di settembre le conversazioni si concentrano sulle pratiche che Meredith doveva sbrigare per iscriversi all'Università di Perugia e sui consigli chiesti ad Amanda, con molte promesse di vedersi durante il giorno e di sentirsi una volta finita l'attesa per la coda alle segreterie universitarie. Come ha affermato il pubblico ministero durante la sua requisitoria, le due ragazze socializzarono subito grazie alla lingua che avevano in comune, quindi questi sms potrebbero essere la prova di un'amicizia così come della necessità di Meredith di coltivare una conoscenza che la potesse guidare durante i suoi primi mesi in Italia.

A conferma di ciò potrebbe essere il silenzio telematico per quasi 3 settimane, anche se bisogna tenere conto che le due ragazze potrebbero aver cancellato i messaggi, o che non si siano scritte perché si vedevano ogni giorno, così come l'ipotesi di una lite tra le due non sarebbe da scartare immediatamente.

Gli sms riprendono poi il 18 ottobre, quando Meredith chiede ad Amanda da cosa si vestirà per la festa di Halloween ("bel ragazzino" o "Mary Poppins"), perché questa le aveva detto che nel locale in cui lavorava si sarebbe tenuta una festa in maschera. La ragazza inglese offre poi il suo aiuto per il trucco del costune. Inoltre quella stessa sera le due avrebbero dovuto vedersi e si erano date appuntamento ad una fontana, verso mezzanotte, ma non si sa se l'incontro sia poi avvenuto o meno.

Mancano 2 settimane al giorno del delitto e gli unici messaggi in questo lasso di tempo riguardano un appuntamento per vedere assieme la partita di rugby Inghilterra-Sudafrica, che non viene trasmessa nel locale in cui avrebbero dovuto incontrarsi, costringendole a trovare un altro posto.

Si passa quindi alla notte di Halloween: la studentessa americana deve andare nel suo locale vestita da gattina e chiede all'amica se vuole raggiungerla lì e se ha già un costume suo. Meredith ha sì un costume ma andrà ad una festa con le sue amiche inglesi, ma si informa sui progetti per il proseguimento della serata dell'amica, con l'invito a contattarla in seguito per vedersi. Gli sms si interrompono qui, dato che il delitto avverrà la sera del giorno dopo.

Al processo poi sono iniziate le arringhe dei difensori degli accusati. Sabato è stato il turno di Luca Maori, uno dei due avvocati di Raffaele Sollecito che ha sottolineato come il suo assistito sia una vittima della vicenda e, nello specifico, di Rudy Guede che, dopo aver ucciso Meredith, ha anche distrutto la vita del giovane. Sono poi state chieste spiegazioni sulla mancata analisi della federa del cuscino ritrovato sotto il corpo della vittima, sulla quale sarebbero state ritrovate tracce di sperma che però non sono state esaminate. Il legale della famiglia Kercher ha risposto che se queste richieste fossero state fatte nei giorni immediatamente seguenti l'omicidio avrebbero avuto un senso, ma oramai è troppo tardi per trarne risultati attendibili.

Oggi poi è il giorno di Giulia Bongiorno, che è riuscita a presentarsi in aula, nonostante un malessere causato da una infiammazione dell'appendice, e che concentrerà il proprio intervento sullo studio degli esami del Dna, sull'ora della morte di Meredith e sulla possibilità di corruzione dei reperti.

Martedì e mercoledì poi sarà il turno dei difensori di Amanda Knox, mentre giovedì sono previste le repliche. La Corte d'Assise si ritirerà venerdì e la sentenza potrebbe arrivare entro la fine della settimana.

Nel frattempo si è aperto un altro rivolo del processo, con l'avviso di chiusura delle indagini riguardo alle diffamazioni a mezzo stampa da parte dei genitori di Amanda, che avevano accusato le forze dell'ordine di aver condotto gli interrogatori in modo scorretto, facendo uso di violenza, sia fisica che psicologica, per fare confessare la figlia.

Pare che il processo stia giungere alla fine e speriamo che finalmente la giovane Meredith e i suoi famigliari possano ricevere la giustizia che meritano.

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