Processo di Perugia, continua la difesa di Amanda Knox: "ho paura di perdere me stessa"

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Prevista per oggi la seconda giornata di arringhe in difesa di Amanda Knox, in cui sarà l'avvocato Luciano Ghirga a pronunciare un discorso davanti alla Corte. Ieri era stato il turno di Carlo Dalla Vedova, che aveva chiesto l'assoluzione per la propria assistita poiché il processo non ha prodotto alcuna evidenza di colpevolezza, concludendo il suo intervento con le parole "nel dubbio Amanda deve essere assolta".

La ragazza si è mostrata meno serena del solito, sfoggiando un abbigliamento molto dimesso, forse inquieta per l'avvicinarsi della fine del processo che deciderà della sua sorte. Al termine dell'udienza Amanda ha scritto alcune righe su un blocco per appunti, in cui si diceva spaventata dall'idea di "essere condannata per una cosa che non ho fatto" e di "perdere me stessa perché quella che non sono, che non appartiene a me, è l'accusa".

Sembra che nella giornata di oggi la ragazza pronuncerà un discorso per fornire il proprio punto di vista sulla vicenda, forse anche sulle sue dichiarazioni su Patrick Lumumba che si rivelarono poi false. Dalla Vedova ieri ha ripercorso quella fase delle indagini ricordando come la studentessa fu interrogata per 53 ore in soli cinque giorni, parlando di un ''processo iniziato da un errore''. Ha poi affermato che ''le dichiarazioni fatte da una ragazza in difficoltà e totalmente confusa andavano controllate. La cautela è un elemento necessario nella fase di indagine, soprattutto quando si prendono delle decisioni in punto alle libertà delle persone. Amanda non poteva essere attendibile la sera in cui e' stata fermata".

L'avvocato poi ha voluto stigmatizzare l'interesse che l'opinione pubblica ha convogliato sulla vicenda, spesso distorcendo la realtà dei fatti e la percezione della personalità dei protagonisti, elogiando allo stesso tempo la calma con cui la sua assistita ha saputo fronteggiare il clamore mediatico di questi 2 anni: "Amanda è stata additata come una strega, come una persona che arriva per odio ad uccidere una sua amica. Chiunque andrebbe fuori da qualsiasi equilibrio in una situazione del genere. Lei invece è riuscita a reagire e spera fiduciosa nella sentenza finale". 

Indubbiamente ci sentiamo tirati in causa dalle affermazioni di Dalla Vedova, tuttavia crediamo che l'informazione sia necessaria, sopratutto quando va incontro al desiderio di conoscenza delle persone. Nondimeno riteniamo che una corretta analisi delle fonti, una certa equidistanza dalle posizioni contrastanti che si possono riscontrare affrontando un caso e l'imparzialità e il rispetto per le persone coinvolte nelle vicende possano garantire una copertura mediatica tale da non dover temere di essere fraintesa o distorta.

La sentenza è attesa per venerdì, quando con ogni probabilità la Corte d'Assise entrerà in camera di consiglio. E' stata poi confermata la presenza dei familiari di Meredith Kercher, come rivelato dall'avvocato della famiglia Francesco Maresca che si è detto certo che la Corte abbia "tutti gli elementi per cui si arrivi a una condanna per Amanda Knox e Raffaele Sollecito".

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