Raffaele Sollecito e Amanda Knox condannati a 25 e 26 anni: lui impassibile, lei scoppia in lacrime

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UPDATE 3 ottobre 2011 Ore 21.54: Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono stati assolti: ecco la sentenza.


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E' terminato infine il processo di Perugia, con la condanna dei due imputati, Raffaele Sollecito e Amanda Knox, rispettivamente a 25 e 26 anni di carcere, dato che alla studentessa americana è stato attribuito il reato di calunnia nei confronti di Patrick Lumumba.


Le reazioni dei due sono state molto diverse: Amanda alla fine della lettura è scoppiata in lacrime, mentre Raffaele non ha tradito alcuna emozione.


Le prove scientifiche che hanno permesso di arrivare a questa sentenza sono state definite "inconfutabili", in quanto delineano in modo certo la presenza dei due condannati nell' appartamento di Meredith. Queste sono: il Dna di Amanda e di Mez sulle macchie di sangue trovate in bagno, altre tracce genetiche delle due su un coltello da cucina rinvenuto dalla polizia nella casa di Raffaele Sollecito, il Dna dello studente sul gancetto del reggiseno di Meredith.


Per il reato di calunnia Amanda dovrà risarcire il musicista congolese con 40mila euro. Per quanto riguarda la proprietaria della casa di via della Pergola, il risarcimento, da dividere tra i due, è stato fissato in 25mila euro. Inoltre Amanda e Raffaele sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e interdetti per sempre dai pubblici uffici. Dovranno, inoltre, risarcire i famigliari di Meredith, la provvisionale è di 1 milione di euro a testa.

La corte ha voluto escludere le aggravanti contestate e ha concesso le attenuanti generiche. I reati, inoltre, sono stati dichiarati unificati dal vincolo della continuazione e quello di violenza sessuale assorbito nel reato di omicidio volontario.

L'avvocato Giulia Bongiorno, difensore di Sollecito ha annunciato che si preocederà all'appello: "Questa non è semplicemente una sentenza di condanna ma, secondo me, è un doloroso differimento di una sentenza di assoluzione che arriverà. Da domani si penserà all'appello".

La famiglia di Meredith invece ha appreso della sentenza con piena soddisfazione, commentando la notizia come il trionfo finale della giustizia per il dramma straziante della figlia.

Spiace in tutto ciò riferire dei pessimi episodi che si sono verificate all'uscita dall'aula. Le sorellastre e il patrigno di Amanda Knox, infatti, sono stati presi di mira da grida di scherno da parte della folla che si era riunita all'esterno. Allo stesso modo, e il fatto è ancora più grave, si sono comportati alcune decine di fotografi che li hanno circondati. La famiglia americana non ha rivolto loro alcuna parola, né ha avuto alcuna reazione per gli insulti pesantissimi che hanno coinvolto anche Amanda, dimostrando grande civiltà e dignità.

Si tratta di una sentenza che sicuramente farà molto discutere, poiché è una mediazione tra la richiesta dell'accusa, che aveva chiesto l'ergastolo per i due, e la difesa, che ovviamente ne proclamava l'innocenza. 25 anni è un periodo di tempo, se non sarà modificato con le probabili udienze d'appello, che segna duramente la vita di un giovane, ma che tuttavia non la distrugge completamente. Ad aver mitigato la sentenza potrebbe quindi essere stata la volontà di correzione, più che di punizione, della giuria, che forse nutre la speranza di poter ravvedere i colpevoli.

Per chi scrive si tratta di una notizia difficile da commentare: da una parte, se si sposa la teoria colpevolista, si rimane attoniti, stupefatte e inquietati dalla spavalderia con la quale i giovani avrebbero difeso la propria falsa estraneità ai fatti, e preoccupati dal fatto che possano esistere delle persone che non sentono in sé la responsabilità di errori terribili, pur commessi magari in un attimo di smarrimento; dall'altra, nel caso si credano i due ragazzi innocenti, non si può non sentire una pena infinita ed un forte desiderio di giustizia per coloro che potrebbero avere la propria vita rovinata per un maledetto scambio di responsabilità.

Quello che è certo e che il caso non smetterà presto di catturare l'attenzione.

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