Garlasco: chiesti 30 anni per Alberto Stasi, il pm sposta a sorpresa l'ora del delitto

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Si è riaperto a sorpresa il processo di Garlasco per l'omicidio di Chiara Poggi. Per Alberto Stasi, unico imputato del delitto della sua fidanzata, sono stati chiesti 30 anni, il massimo della pena per il reato di omicidio in un processo con rito abbreviato. Il pm di Vigevano Rosa Muscio ha voluto anche che al giovane, contro il quale c'è un quadro indiziario "grave e preciso", fossero negate tutte le attenuanti generiche, visti la ferocia con cui è stato commesso il delitto e la futilità dei motivi.

La pubblica accusa, con una mossa clamorosa, ha cambiato completamente le carte in tavola, posticipando l'orario della morte della ragazza in tarda mattinata. Precedentemente, infatti, il lasso di tempo in cui Alberto sarebbe entrato in casa Poggi e avrebbe ucciso Chiara, era stimato tra le 10.30 e le 12, e più in particolare tra le 11 e le 11.30. E invece, sopratutto a causa della nuova perizia informatica disposta dal giudice, l'ora del terribile evento è stata spostata tra le 12.20 e le 13.46.

Il primo estremo di questo lasso di tempo è determinato proprio dall'analisi del pc di Stasi, che sarebbe stato in funzione per tutto questo periodo, lasciando tracce informatiche effettivamente riscontrate, quali salvataggi di file della tesi che stava scrivendo, e dalla telefonata, anonima, ma riconducibile al ragazzo, ricevuta dal telefono dell'abitazione dei Poggi. Il secondo estremo invece viene fissato dalla chiamata di Alberto verso la caserma dei carabinieri, subito dopo aver ritrovato il corpo senza vita della fidanzata, secondo le dichiarazioni dell'imputato.

Le sue parole, però, sono state messe in dubbio dall'analisi accurata del sottofondo della registrazione audio, ascoltando la quale si può udire chiaramente la voce di un carabiniere effettivamente presente in caserma a quell'ora, come è stato poi riscontrato dall'accusa. Sembra quindi che la testimonianza dello studente non combaci con le prove portate dall'accusa.

Anche le impronte riscontrate sul dispenser nel bagno di casa Poggi, che Alberto avrebbe usato per lavarsi le mani, le tracce di sangue lasciate dalle sue scarpe nell'abitazione, nonché sulla bicicletta usata da Stasi sono tutte compatibili con il nuovo orario proposto dall'avvocato Muscio.

Invece secondo Gianluigi Tizzoni, legale di parte civile della famiglia Poggi, Chiara sarebbe stata uccisa verso le 9 di mattina, in quanto non ripone eccessiva fiducia nella perizia medico legale, che non presenterebbe dei risultati oggettivi. Ha quindi chiesto un risarcimento di dieci milioni di euro come risarcimento per la famiglia Poggi per l'omicidio della figlia Chiara.

Per quanto riguarda il movente e l'arma del delitto non ci sono risposte definitive, ma rimane ancora probabile l'uso di un grande paio di forbici e la degenerazione di una lite per motivi ancora sconosciuti

Il processo riprenderà poi sabato con l'arringa della difesa e probabilmente il Gup entrerà in camera di consiglio tra una settimana, dopo le repliche, per la sentenza finale.

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