Hilary Clinton indagherà su Amanda Knox

hillary_clinton121.jpgdi Anita Richeldi

La sentenza di primo grado per l'omicidio di Meredith Kercher ha decretato la colpevolezza di Amanda Knox e Raffaele Sollecito condannati rispettivamente a 26 e 25 anni. Ma se su Raffaele Sollecito, l'"allegato di Amanda" - come lo ha definito l'avvocatessa Bongiorno nella sua arringa - i riflettori sembrano essersi spenti, sull'"Amélie di Seattle" non cala l'attenzione dei media, soprattutto negli Stati Uniti dove l'opinione pubblica non solo sventola la bandiera dell'innocenza ma etichetta la giustizia italiana come fortemente antiamericana. La senatrice Maria Cantwell avanza dubbi sul funzionamento del sistema giudiziario italiano aggiungendo che l'antiamericanismo potrebbe aver inquinato il processo. Amanda è considerata, quindi, una vittima accusata ingiustamente e condannata senza alcuna prova certa. I pm perugini non nascondono il fastidio per le accuse provenienti dagli States, in primis la gip Claudia Matteini che ha firmato l'ordinanza d'arresto, seguita dai due pm che hanno sostenuto l'accusa, Giuliano Mignini e Manuela Comodi.

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