Garlasco: polemiche sulle indagini, su Facebook gruppi per la colpevolezza di Alberto Stasi

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La chiusura del processo di Garlasco con l'assoluzione di Alberto Stasi per il delitto di Chiara Poggi, come era prevedibile, ha, creato moltissime polemiche.

Innanzitutto il verdetto è stato di assoluzione con formula piena, che, come ci ricorda Notitia Criminis, si base sull'articolo 530 secondo comma del codice di procedura penale: "Il giudice pronuncia sentenza di assoluzione anche quando manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto sussiste, che l'imputato lo ha commesso, che il fatto costituisce reato o che il reato è stato commesso da persona imputabile". Si tratta quindi di uno scioglimento che lascia l'amaro in bocca, non perché si voglia a tutti i costi Stasi colpevole, ma perché in definitiva tutte le attività investigative e processuali hanno portato ad un nulla di fatto.  

Il giorno dopo la sentenza sui quotidiani di tutta Italia sono apparsi articoli che oltre a riportare le dichiarazioni dei protagonisti della vicenda hanno voluto ripercorre gli eventi che hanno portato a questo epilogo. Ma c'è un elemento che si ripete con una certa frequenza: il rilievo che le forze dell'ordine non hanno fatto abbastanza nel condurre le indagini, corrompendo la scena del delitto e dimostrando una grande incompetenza nella gestione delle prove.

Così Il Giornale: "Lo sforzo investigativo è stato immane, ma troppe energie sono state sprecate o mal indirizzate. Così il gip Vitelli si è ritrovato fra le mani un'inchiesta che non aveva accertato nulla. Lo sfoggio spettacolare della tecnologia più sofisticata per afferrare un pugno di mosche".

La Stampa invece parla di "lentezza esasperante, quasi sudamericana", con il ritardo dei Ris, arrivati nell'abitazione dei Poggi solo 3 giorni dopo, l'inquinamento della scena del crimine da parte di ben 25 persone. Ironicamente si sottolinea poi che la colpa di Chiara è di essere stata uccisa "due giorni prima di Ferragosto, quando la provincia italiana e i suoi uffici (compresi quelli giudiziari) sono in vacanza".

I genitori di Chiara dichiarano di rispettare la sentenza, nonostante "i risultati delle perizie dovessero dare un risultato opposto". Sicuramente la famiglia Poggi ricorrerà in appello, perché la loro ricerca della verità non è finita con l'assoluzione del fidanzato della giovane Chiara. I due però non si accaniscono contro lo studente, ma cercano solamente un risultato che possa dare pace alla memoria della figlia: "Non siamo stati noi a indicare Alberto come un colpevole, ma le indagini. Se uscirà un altro colpevole vedremo".

Nella cittadina di Garlasco serpeggia il sospetto, ora che l'unico imputato dell'omicidio è stato riconosciuto innocente, e la delusione per delle indagini che non hanno saputo ridare tranquillità al piccolo paese, che è diviso internamente tra innocentisti e colpevolisti

Anche la Rete si è divisa sull'esito del processo, il dibattito impazza, e hanno iniziato a comparire gruppi su Facebook contro il Pubblico Ministero Rosa Muscio, che sostengono la colpevolezza di Alberto Stasi ed in memoria di Chiara Poggi.

Ciò che è certo è che non finiremo molto presto di parlare del caso, così come sembra estremamente difficile che le indagini su un altro colpevole possano venire riaperte, dato che ormai le prove sono andate in fumo e le piste seguite hanno unicamente preso in considerazioneil fidanzato della vittima

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