Altre dieci foto pedopornografiche trovate nel pc di Alberto Stasi, le indagini continuano

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Gli esperti informatici che hanno salvato Alberto Stasi dall'accusa di avere ucciso Chiara Poggi, assicurando che lo studente era al computer quando la ragazza veniva uccisa, sono anche i suoi principali accusatori riguardo al reato di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico.

Infatti nel pc di Stasi, dopo le 13 foto e i quattro filmati ritraenti giovani soggetti in atteggiamenti intimi con adulti, sono state ritrovate altre dieci foto dello stesso tenore. Deve ancora essere essere accertata l'età dei soggetti, così come la risoluzione e la dimensione delle foto, che, se troppo basse, potrebbero essere state scaricate in automatico in quanto banner pubblicitari.

Dopo essere stato dichiarato innocente per mancanza di prove certe, si aprirebbe un nuovo capitolo nella storia processuale del giovane. Si tratta della seconda accusa che pende sul capo dell'ex bocconiano: infatti la pm Rosa Muscio, che si dichiara ancora convinta della colpevolezza di Alberto, cercò di unire i due fascicoli in un'unica inchiesta giudiziaria ma il giudice Vitelli rigettò la richiesta e pertanto i due procedimenti sono sempre stati considerati in maniera individuale.

Il prossimo 9 marzo si deciderà se prosciogliere il ragazzo o se rinviarlo a giudizio, ma prima di questa occasione proseguiranno le indagini dei due periti Roberto Porta e Daniele Occhetti che l'8 gennaio si riuniranno per stabilire con che modalità i file siano finiti sul pc di Stasi e per verificare se c'è stata anche condivisione del materiale illecito che, secondo i legali del giovane, sono invece stati scaricati solo per errore.

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