Allarme maltempo: emergenza alluvioni in Toscana, in Trentino sei morti per valanghe

alluvione.jpg

In Italia l'allarme maltempo continua a sussistere, anche se la causa non è più la neve ma la pioggia che da qualche giorno sta flagellando la penisola. In Toscana l'alluvione provocata dall'esondazione del fiume Serchio ha generato danni pari a 11 milioni di euro, di cui uno per le opere di urgenza immediata, mentre gli altri 10 saranno destinati alla ricostruzioni degli argini.

Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha assicurato che nelle zone più colpite, tra Pisa e Lucca, si lavorerà a pieno ritmo: "E' una corsa contro il tempo, ma ce la faremo. Rinforzeremo gli argini prima di martedì, quando sono previste altre piogge intense." Le situazioni più critiche si registrano a Santa Maria al Colle, in provincia di Lucca, e quella legata alla rottura dell'argine del Serchio a Nodica, vicino Pisa.

Bertolaso ha affermato che ''proporrà al primo Consiglio dei ministri un provvedimento unico per finanziare sostegni alle aree colpite dal maltempo in tutta Italia".

Forti disagi in Toscana anche per la viabilità sulla rete stradale e autostradale. L'Anas ha spiegato che la situazione più grave è sulla strada statale 1 "Aurelia", nel comune di Vecchiano, in provincia di Pisa, dove un tratto di circa 1,3 km è fuori servizio. I lavori necessari non sembrano essere praticabile fino a che non si abbasserà il livello del lago di Massaciuccoli e l'acqua non sarà defluita dal piano viabile. Si stima che saranno necessari almeno 2 o 3 giorni di lavori, se la situazione metereologica migliorerà, a patto che non vengano verificati danni di grave entità.

La situazione è difficile anche in Lombardia, dove il bilancio del maltempo degli ultimi giorni ha registrato la chiusura di alcune strade, l'evacuazione di una quindicina di persone e il blocco del servizio di acquedotto per circa 900 persone.

In Emilia Romagna circa 400 persone sono state evacuate nella notte del 25 nel comune di Bomporto di Modena, per la piena del fiume Panaro. Al momento però la situazione è molto più stabile, con i tre fiumi che più avevano destato preoccupazione, il Secchia, il Panaro e il Reno, che stanno defluendo normalmente. Anche gli sfollati hanno ripreso possesso delle proprie abitazioni.

Il caso che però più ha destato polemiche negli ultimi giorni è stata la morte di 6 persone in Val Lasties, in Trentino, sulle Dolomiti. Due di questi erano due turisti che sabato sono stati sepolti da una grande valanga. Gli altri quattro sono i soccorritori che prontamente, all'avviso che c'era bisogno di una squadra di soccorso, si sono offerti volontari per la spedizione. I loro nomi sono Diego Perathoner, Ervin Ritz, Luca Prinot e Alessandro Dantonei: tutti e quattro facevano parte del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del Trentino, operatori tecnici preparati e formati per intervenire in situazioni di alto rischio.

Il dibattito si è aperto quando Bertolaso ha affermato di non potere più sopportare la perdita di uomini derivante dall'incoscienza di turisti inesperti: "Sono stufo che i nostri soccorritori perdano la vita per colpa degli sprovveduti che non tengono conto degli allarmi e degli appelli delle istituzioni. Basta morire per gli errori di altri." Infatti erano stati diffusi molteplici bollettini meteorologici che sconsigliavano vivamente escursioni per un rischio massimo di valanghe, evidentemente rimasti inascoltati. I tecnici dell'Ufficio idrografico di Bolzano avvertono che in tutto il Trentino Alto Adige il pericolo valanghe è ancora alto, di grado 4 su una scala di 5.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO