Il dolore della famiglia di Meredith Kercher: "Nessuno ci renderà Mez"

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Ci sono alcuni protagonisti della vicenda dell'omicidio di Perugia di Meredith Kercher che sono sempre rimasti nell'ombra. Non hanno mai rilasciato dichiarazioni scottanti, non sono stati coinvolti in scandali o in polemiche. Sono i genitori di Meredith, John e Arline, che oggi hanno rilasciato alcune dichiarazioni al settimanale Gente, per ricordare la propria figlia scomparsa. I due continuano a tenere la stanza di Mez perfettamente in ordine, così come si trovava quando la studentessa inglese è partita per Perugia: "Nella camera di Meredith abbiamo lasciato tutto com'era. Non è un santuario ma è un ricordo costante. Ogni volta che passo davanti alla sua camera è come se la mia bambina potesse tornare da un momento all'altro, come se ci fosse ancora".

Per questo motivo i due, nonostante le insistenze di parenti ed amici, non vogliono abbandonare la casa dove è cresciuta Meredith, "Se ce ne andiamo come farà Mez a trovarci?. Lo so, è un pensiero stupido, infantile. In questa storia maledetta noi siamo gli unici che hanno ricevuto una condanna a vita", così riferisce la madre Arline. I due fratelli, John junior e Lyle, dichiarano di non avere provato rabbia o odio alla lettura della condanna a 26 e 25 anni di Amanda Knox e Raffaele Sollecito: "Nessuno ce la riporterà indietro, nessuno ci renderà Mez. Ora è il dolore che sovrasta tutto, che continua a occupare i nostri cuori. Dicono che il tempo cancelli la sofferenza, che guarisce le ferite. Non è vero, non è così."

Il padre John sembra quasi assente, quando interrogato riesce solamente ad avere parole di orgoglio per la figlia scomparsa: "Mez era una ragazza buona, solare. Era una bella persona. Questo mi fa impazzire, mi distrugge. Non riesco a pensare che una persona così bella, che nessuno poteva odiare, sia stata tolta dal mondo". 

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