Allarme maltempo in Toscana: piani per evacuazione, aperte indagini su responsabilità

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Continua l'allarme maltempo che ha messo in emergenza la popolazione della Toscana tra le provincie di Lucca e Pisa. Due inchieste sono state aperte in seguito agli incidenti causati dalle piogge incessanti che continuano a cadere nella zona. In seguito alla rottura dell'argine del fiume Serchio a Nodica è stato ipotizzato il reato di disastro colposo.

Gli inquirenti dovranno stabilire se la responsabilità per i danni causati dalla frattura dell'argine siano da addebitarsi a cattiva manutenzione, quindi coinvolgendo la responsabilità dell'uomo, o se invece si sia trattato di un evento eccezionale, per quanto naturale, che non poteva essere previsto e quindi prevenuto. Una simile inchiesta verrà aperta contro ignoti, come atto dovuto, dalla Procura di Lucca, per appurare di chi siano le responsabilità dietro le fratture dell'argine del Serchio a Santa Maria a Colle, nel comune di Lucca.

Nel frattempo si provvede a discutere un piano per le evacuazioni che molto probabilmente si renderanno necessarie nelle giornate di giovedì e venerdì, in cui il livello dell'acqua avrà raggiunto altezze non sostenibili.

"La pioggia continua a cadere, e la situazione resta critica nelle province di Lucca, Pisa, Pistoia e Prato. Particolare preoccupazione desta il lago di Massaciuccoli, il cui livello è in costante crescita. Il mare non riceve, e nel bacino del lago nelle ultime 6 ore sono caduti 12,8 millimetri di pioggia". Questo è quanto ha dichiarato la Protezione civile della Toscana, che si è detta pronta per organizzare lo spostamento degli abitanti della zona.

Tecnici della Protezione civile, militari e volontari hanno già iniziato a predisporre i lavori, sistemando decine di migliaia di sacchi di sabbia lungo gli argini del lago, che già nei giorni scorsi era esondato, insieme al fiume Serchio, provocando allagamenti e danni; la nuova esondazione è prevista per la giornata di venerdì.

Il presidente della Regione Toscana Claudio Martini ha azzardato una prima stima dei danni (100 milioni di euro) mentre il sindaco di Massarosa, Franco Mungai, ha invitato la popolazione delle aree più vicine al bacino ad evitare di passare la notte ai piani bassi e di mettere al sicuro gli oggetti preziosi e le auto. Altre preoccupazioni si aggiungono a quanto già segnalato: nella Garfagnana c'è una situazione di allarme frane, inoltre alcune frazioni di montagna, circa 13, molte delle quali abitate principalmente da anziani, sono rimaste isolate.

Il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, venuto a verificare il disastro, ha dichiarato di essere vicino alla popolazione e ha dato carta bianca per quanto riguarda le misure da prendere per evitare il peggio: "Fate come se aveste già in tasca il decreto di calamità nazionale. Fate tutto quello che dovete fare, ma sbrigatevi. Lo Stato è qui con voi". Tuttavia non sono state sedate le polemiche sulla sicurezza, dato che, come ha denunciato Walter Picchi, assessore provinciale alla protezione civile, il piano per il rafforzamento degli argini del fiume "è pronto da quattro anni, ma il governo non lo ha mai finanziato".

Per quanto riguarda la viabilità al momento restano chiuse l'autostrada tra Lucca e Pisa nord, l'Aurelia a nord di Migliarino e diverse strade comunali nell'area allagata.

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