Sicurezza, Maroni e Frattini: sì ai body scanner negli aeroporti italiani

newark111.jpg

A otto anni e quattro mesi dall'11settembre 2001 , è bastato il nuovo allarme terrorismo nello scalo newyorkese di Newark a portare a un ulteriore giro di vite nei sistemi di sicurezza degli aeroporti internazionali. Psicosi? Paranoia? Ossessione? Prepariamoci, scrive Beppe Severgnini. Perchè da oggi in poi sarà la routine

In principio furono i controlli sul bagaglio a mano. Poi venne il divieto di portare a bordo oggetti taglianti. A cui seguì l'obbligo di togliersi le scarpe per oltrepassare la linea del check e la proibizione di portare a bordo bottigliette con più di 100 ml. E ora - dopo il tentato attentato sul voto Amsterdam-Detroit del giorno di Natale - bisognerà anche mostrarsi nudi. Con il conseguente allungarsi dell'iter dei controlli aeroportuali.

Sì, quindi ai body scanner negli aeroporti. Si comincerà da quelli di Fiumicino e di Malpensa, spiega il ministro degli Interni, Roberto Maroni che in una intervista a Il sole 24 ore il responsabile del Viminale chiarisce che, ''premesso che la gestione compete alle societa' aeroportuali, vedrò in questi giorni il presidente dell'Enac, Vito Riggio, e sono deciso a far sì che siano collocati quanto meno a Fiumicino e Malpensa''.

Quanto alla privacy,  "i body scanner sono lo strumento più sicuro", ha spiegato il ministro degli Esteri Franco Frattini Frattini che ha sottolineato come "il diritto a non saltare per aria sia la precondizione di tutte le libertà".

"A tutte le persone che legittimamente invocano la privacy dico che capisco il sacrificio, ma è un sacrificio che vale la pena", ha chiosato. 

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO