Allarme bomba in Italia: a Reggio Calabria solo tre petardi, psicosi sulla sicurezza

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Siamo appena usciti da qualche tempo dall'allarme provocato dall'influenza A, la pandemia che avrebbe dovuto spazzare via la popolazione della Terra, che una nuova emergenza ha iniziato a occupare le pagine di tutti i giornali. Stiamo parlando dell'allarme bomba, legato al terrorismo o alla criminalità organizzata, che ha raggiunto delle proporzioni preoccupanti: ormai è diventato difficile distinguere veri ordigni, bravate o imitazioni di mitomani e allarmi provocate dalla psicosi.

Solo negli ultimi tempi abbiamo avuto un ordigno inesploso lasciato davanti all'Università Bocconi di Milano, il pacco bomba privo di esplosivo trovato a Malpensa, il fallito tentativo del terrorista nigeriano di farsi saltare in aria sul volo Amsterdam-Detroit, il blocco totale dell'aeroporto di New York causato da un ignaro viaggiatore, la bomba scoppiata davanti alla procura di Reggio Calabria, e, infine, l'allarme di oggi nell'aula bunker della stessa città, che si è poi scoperto essere stato causato da tre botti di capodanno legati assieme, quindi assolutamente innocuo.

Gli ultimi fatti avvenuti in Italia ci parlano di una situazione in cui le organizzazioni criminali, in particolare la 'ndrangheta, prendono di mira le istituzioni che hanno il compito di debellarle. Sotto questa chiave di intimidazione, infatti, è stato letto l'ordigno piazzato domenica 3 gennaio davanti all'ingresso dell'ufficio del Giudice di pace di Reggio Calabria, che si trova accanto al portone della Procura generale, in piazza Castello.

L'esplosione della bomba non ha causato vittime, data anche l'ora in cui è avvenuta, verso le 5 del mattino, né danni particolarmente gravi. La responsabilità dell'atto è stata attribuita alle cosche della 'ndrangheta che non apprezzerebbero affatto la solerzia con cui il procuratore generale Di Landro, insediatosi da solo un mese, sta portando avanti la lotta contro le organizzazioni criminali.

Lo stesso procuratore ha affermato che il suo ufficio "si occupa della confisca e del sequestro dei beni, e dei procedimenti di appello contro le cosche della criminalità organizzata", specificando che il motivo dietro all'atto criminale risalirebbe alla convinzione che i procedimenti d'appello dovrebbero essere favorevoli agli incriminati, attualmente frustrata dagli ultimi processi che si sono risolti in condanne molto dure.

Il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ha parlato di un "gravissimo atto intimidatorio, anche conseguenza del clima che si è creato nei confronti della stessa magistratura". Ha poi proseguito affermando che c'è bisogno di una seria collaborazione tra ambiente politico e giudiziario: "Stato e governo devono affiancare la magistratura, come del resto stanno facendo e credo che faranno. Anche la magistratura al proprio interno deve muoversi come un solo uomo, senza lasciare sacche di sofferenza in certi settori".

Sembrava di matrice simile l'ordigno ritrovato questa mattina all'ingresso degli automezzi davanti all'aula bunker di Reggio Calabria, che in realtà è risultato essere composto da tre miseri petardi, residui di festeggiamenti dell'anno nuovo, dalla capacità offensiva quasi nulla. Allarme passato, quindi, ma la notizia fa molto riflettere sulla psicosi che si è ormai generata attorno alle possibilità di attacchi esplosivi.

Infatti è all'ordine del giorno la questione dell'adozione dei nuovi body scanner negli aeroporti italiani, che, secondo i promotori dell'iniziativa, dovrebbero garantire maggiori margini di sicurezza. C'è però chi critica queste asserzioni, perché è stato rilevato come i due sistemi che vanno prendendo piede, quello basato sui raggi x e quello sulle onde radio, non riuscirebbero a rilevare sostanze simili alla pelle, come la gomma, ma anche le sostanze a bassa densità, come plastica, polveri chimiche e liquidi. L'attentatore del volo Delta, pertanto, sarebbe passato tranquillamente ad un esame del genere. Per alcuni, quindi, un'accurata ispezione manuale rimarrebbe il metodo più sicuro, fermo restando che non esiste un metodo certo al cento per cento per evitare disastri del genere.

Riguardo alla violazione della dignità dei passeggeri, che sarebbero messi a nudo da questi scanner, è stato sottolineato come ciò che viene visualizzato è solo una sagoma a due dimensioni, in bianco e nero, per i raggi x, e una ricostruzione tridimensionale a colori, per le onde radio, che però eviterebbe la comparsa di dettagli anatomici intimi. Anche le preoccupazioni sulla salute sono state smentite, dato che le onde radio sono inoffensive, essendone saturo l'ambiente, anche se non si conoscono gli effetti a lungo termine, mentre per i raggi x le emissioni sono molto basse, equivalenti a due minuti di volo.

Anche su Internet la questione è molto dibattuta. Solo due esempi presi da due nostri blog. Crisis ci offre una riflessione sul business della security, che seguirebbe quello delle industrie farmaceutiche dopo l'allarme dell'influenza A, scatenato dalla paranoia di questi ultimi mesi, che, come tutti gli allarmi irrazionali, non permette di prendere delle misure adeguate. Sembra infatti inutile accanirsi sulla protezione degli aeroporti quando tutti gli altri ambienti della vita quotidiana restano potenzialmente disponibili a subire un attacco di questo genere.

Sostenibile, invece, ci ricorda la famosa affermazione di Benjamin Franklin, "Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza", come un monito a evitare di trasformare una giusta preoccupazione, che comunque non potrà mai essere debellata del tutto, in una prigione in cui sia necessario sacrificare la propria libertà per un senso di sicurezza illusorio.

A margine di tutto ciò va fatta una riflessione riguardante la diversa natura, motivazione e obiettivi che si celano dietro a gesti criminali che potrebbero apparire simili. Da una parte ci sono gli atti dimostrativi, come ad esempio quello della Federazione Anarchica Informale in Bocconi, che hanno delle motivazioni ideologici che, dietro a degli obiettivi a volte specifici, nascondono una visione del mondo utopistica, che si riflette nel modo alienato di portare avanti recriminazioni politiche e che quindi come target hanno l'opinione pubblica.

Dall'altra ci sono le organizzazioni criminali, che vedono messe in crisi le proprie attività economiche, e che quindi reagiscono nei modi meglio conosciuti, la violenza e l'intimidazione, per bloccare le iniziative della Giustizia. Vi è ancora l'attività terroristica vera e propria, che, attraverso il sacrificio della vita, tenta di realizzare un clima di terrore ed insicurezza volto a far cambiare la politica estera dei Paesi riconosciuti come nemici, inserendosi così in strategie degne di vere e proprie campagne belliche.

Infine ci sono gli imbecilli, che, non contenti della psicosi collettiva che ormai sembra essere lo status normale del mondo post-moderno, lo alimentano con la ridicola e codarda imitazione dei gesti di chi, per quanto sicuramente da condannare, ha comunque dietro dei fini e degli scopi in cui crede fermamente ed è disposto a rischiare la libertà se non la vita

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