Rosarno, violenta rivolta degli immigrati. Dietro gli incidenti la responsabilità della 'ndrangheta

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UPDATE!     h.18:40: Due immigrati gambizzati da colpi di arma da fuoco. Non sono ancora stati individuati i responsabili. I due non sono gravi. 

UPDATE!     h.17:30 Sono 7 gli immigrati arrestati complessivamente dalle forze dell'ordine nell'ambito dell'indagine sugli scontri a Rosarno. Ai 4 arrestati dai carabinieri, se ne aggiungono infatti 3 presi dalla Polizia. Negli incidenti sono rimasti feriti 14 immigrati e 18 uomini delle forze dell'ordine.  

UPDATE!     h.15:00 Un gruppo di abitanti di Rosarno sta attuando un blocco stradale lungo il tratto della Statale 18 che attraversa il paese. Sulla strada sono stati collocati cassonetti e altri oggetti. Nel frattempo è stata costituita una task force del ministero dell'Interno, di quello del Welfare e della Regione Calabria.

UPDATE!     h.14:00 Il ministro della Difesa Ignazio La Russa è intervenuto  sull'emergenza a Rosarno legata alle manifestazioni degli immigrati: "Lo Stato ha il dovere di far rispettare le regole. Non puo' esserci tolleranza specie per chi usa la violenza in maniera così evidente per il solo fatto che è un immigrato. Anzi, credo che il degrado sia proprio derivato dalla troppa tolleranza nei confronti dell'immigrazione clandestina di questi ultimi anni".

UPDATE!     h.12.55 Scontri tra gli abitanti del paese e le forze dell'ordine. I cittadini chiedono che sia effettuato lo sgombero immediato delle abitazioni di fortuna in cui vivono gli immigrati

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Feroci atti di violenza si sono verificati ieri sera a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, dove gli immigrati che lavorano nella zona hanno innescato una protesta molto accesa che ha devastato il paese.

Cassonetti dell'immondizia rovesciati, macchine distrutte, abitazioni danneggiate, la furia degli extracomunitari non ha risparmiato neanche gli abitanti del paese, come ha testimoniato alcuni di loro: "Non è possibile che abbiano creato questa confusione. Hanno mandato dei bambini in ospedale e una donna incinta ha abortito, un'altra ha avuto un infarto perché si è trovata davanti un gruppo di stranieri che l'hanno aggredita mentre era in macchina, costretta a scendere e poi le hanno rovinato la macchina".

La rivolta, raccontano dei testimoni, sarebbe stata causata da un raid punitivo compiuto da agenti della 'ndrangheta, che con delle armi ad aria compressa hanno ferito leggermente un gruppo di stranieri. La maggior parte di questi, infatti, di origine africana, viene impiegata in nero nella raccolta di arance nella piana di Gioia Tauro, spesso sotto il controllo di società affiliate con organizzazioni criminali.

La paga per una giornata di lavoro è misera, circa 20 euro per una decina di ore piegati a raccogliere frutta, di cui 5 vengono trattenuti come "tassa di soggiorno", in realtà il pizzo da pagare per il "privilegio di lavorare". Vivono in condizioni infime, in capannoni di fabbriche in disuso o abbandonate, senza materassi su cui dormire, con un bagno chimico ogni 200 persone, assistiti solo da associazioni come Caritas, Libera o Medici senza frontiere. Probabilmente l'azione che ha scatenato la violenza è stato un atto punitivo come intimidazione per un mancato pagamento, o per una semplice reazione contro l'ennesimo sopruso.

Non si tratta di un episodio isolato: nel dicembre del 2008 alcuni ragazzi erano stati feriti da dei colpi di pistola esplosi da ignoti e un'analoga rivolta violenta era poi sfociata in una manifestazione pacifica che aveva raccolto anche la solidarietà degli abitanti del paese. Questa volta la rabbia è stata troppo forte e non c'è stato verso di sedare i sentimenti di riscatto e di delusione di questi italiani d'adozione: molti di loro infatti risiedono nel nostro paese con un regolare permesso di soggiorno. Le forze dell'ordine sono dovute intervenire in assetto antisommossa, lanciando lacrimogeni e effettuando numerose cariche contro la folla, che aveva reagito con una fitta sassaiola.

Questo mattina la tensione non accenna a diminuire: ai gruppi del posto se ne sono aggiunti altri provenienti dall'hinterland che hanno attuato due blocchi stradali, uno a nord e uno a sud dell'abitato di Rosarno, sulla statale 18, impedendo alle auto di transitare. Un residente ha sparato un paio di colpi in aria per disperdere la folla, tutti i negozi e le scuole sono rimasti chiusi, per paura di violenze a seguito dei saccheggi che hanno coinvolto tutto il paese. Al momento la protesta, dopo essersi diretta verso il Comune dove è stato chiesto di parlare con il commissario prefettizio Domenico Bagnato, si sta lentamente spostando verso il centro del paese dove si trovano le dimore degli extracomunitari.

Le reazioni a questi fatti sono state molto diverse e di segno opposto. Il presidente della regione Calabria Agazio Loieri ha affermato: "È il frutto di un clima di intolleranza xenofoba e mafiosa che non riguarda ovviamente la popolazione di Rosarno, giustamente allarmata per la situazione di tensione che si è determinata con la rivolta degli extracomunitari sfruttati, derisi, insultati e ora, due di loro, feriti con un'arma ad aria compressa.Per questo mi auguro, intanto, che la rivolta rientri al più presto. E subito dopo, al di là delle singole responsabilità, che qualcuno finalmente si occupi di questa massa di lavoratori costretti a vivere in condizioni disumane".

L'ex assessore alla Protezione civile del comune di Rosarno, Domenico Ventre, ha voluto dire la sua: "Gli immigrati che vivono nel nostro comune sono continuamente assistiti e aiutati e la loro reazione di fronte all'episodio isolato che è successo ieri è assolutamente sproporzionata. Non possiamo accettare che queste persone devastino il nostro paese suscitando una situazione di paura tra gli abitanti. Mi auguro che tutto questo si concluda al più presto e che si capisca che la cittadinanza ha gli stessi diritti degli immigrati".

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha parlato di "una situazione difficile, così come in altre realtà", generata dal fatto che «in tutti questi anni è stata tollerata, senza fare nulla di efficace, una immigrazione clandestina che da un lato ha alimentato la criminalità e dall'altro ha generato situazioni di forte degrado".

Per don Pino Varrà, parroco della Chiesa di San Giovanni Battista di Rosarno, gli atti di violenza sono stati causati ''da un'aggressione, ma di fondo c'è una situazione di disagio che vivono gli immigrati e che va risolta. Per questo serve l'intervento delle istituzioni sia a livello locale che nazionale. Non ci si puà solo indignare per i danni di ieri ma bisogna guardare oltre e vedere in che condizioni vivono gli immigrati''.

Il nostro blog La pulce di Voltaire ha sottolineato come sia necessario riconoscere la mano e la responsabilità della criminalità organizzata dietro alle violenze di questi giorni, senza nascondersi dietro il facile alibi della xenofobia.

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