Stupro di Guidonia, condannati a 16 anni i quattro romeni responsabili. Alemanno soddisfatto

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La sentenza per lo stupro di Guidonia è arrivata oggi: i quattro romeni colpevoli del crimine sono stati condannati a 16 anni, così come richiesto dal pm Guerra. I reati per cui sconteranno la pena sono violenza sessuale di gruppo, rapina aggravata, lesioni personali gravi e sequestro di persona.

La condanna è stata decisa questo pomeriggio dal gup del Tribunale di Tivoli, Elvira Tamburelli al termine del processo con rito abbreviato che vedeva coinvolti Mirel Huma, Cristinel Coada e i fratelli Ciprian e Lucian Trinc. Verranno giudicati con rito ordinario Goia Mugurer, accusato di favoreggiamento, così come Anton Burbu, la cui posizione però è stata stralciata perché non ha ricevuto la citazione in giudizio. Anche il comune di Guidonia si è costituito parte civile con l'assistenza dell'avvocato Pietro Nicotera.

Il sindaco di Roma Alemanno ha dichiarato di essere soddisfatto per il verdetto del giudice: "Esprimo apprezzamento per la decisione dei giudici del tribunale di Tivoli che hanno accolto le richieste dei pm di condanna a 16 anni per i quattro rumeni colpevoli dello stupro di Guidonia. Si tratta di un segnale importante di fermezza e certezza della pena, che è un elemento indispensabile per sconfiggere la piaga delle aggressioni e in particolare delle violenze sessuali. Contemporaneamente, esprimo il mio pieno apprezzamento al Sindaco di Guidonia, Eligio Rubeis, per aver chiesto e ottenuto la costituzione di parte civile nel processo a carico degli imputati, adottando il medesimo orientamento deciso dal Comune di Roma. Solo attraverso il capillare controllo del territorio, che stiamo portando avanti in collaborazione con le forze dell'ordine, e la congruità delle decisioni prese dall'autorità giudiziaria è possibile rispondere efficacemente alla domanda di sicurezza che viene dai cittadini".

L'avvocato Ludovica Ludovici, il legale di parte civile che ha assistito le due vittime dell'aggressione ha dichiarato: "Temevamo una Caffarella bis, invece è stata fatta giustizia. Naturalmente nessuno restituirà a quei due ragazzi la spensieratezza di prima, nessuno potrà cancellare l'orrore subito ". In aula era assente la ragazza di 21 anni vittima dello stupro, ma invece era presente il fidanzato che ha anche partecipato a tutte le udienze. Il giudice ha riconosciuto un risarcimento alle vittime di 50mila euro, mentre dovrà stabilirsi in altra sede il risarcimento per il Comune di Guidonia, che si e' costituito parte civile.

Ricordiamo i fatti: il giorno 22 gennaio dell'anno scorso due ragazzi di Guidonia, in provincia di Roma, un operaio di 24 anni e un'impiegata di 21, sono stati assaliti da da cinque uomini con il volto coperto mentre erano appartati in auto. Dopo averli picchiati e derubati il ragazzo è stato chiuso nel portabagagli mentre lei è stata violentata a turno dai cinque aggressori. Dopo un'ora e mezza la ragazza è riuscita a soccorrere il fidanzato e a chiedere aiuto agli abitanti di un albergo. La banda è stata fermata dopo che un componente, pensando di essere al sicuro dopo avere sostituito la scheda, ha effettuato una chiamata con il cellulare della vittima, esponendosi alle intercettazioni della polizia. 

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