Voci dalle macerie e saccheggi: una giovane blogger haitiana racconta la devastazione

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Il panico per il tremendo terremoto che ha devastato Haiti ha lasciato il lasciato il posto alla paura per i saccheggi e le violenze a Port au Prince. Un uomo di 30 anni è stato ucciso dalle forze dell'ordine, mentre un gruppo di persone prendevano d'assalto un magazzino. Un altro saccheggiatore sarebbe stato linciato e poi bruciato dalla folla inferocita.

La situazione è davvero critica, anche perché il sisma ha provocato la fuga di molti detenuti dalle carceri. Mancano cibo e acqua potabile. L'escalation di violenza è costante, non a caso la distribuzione di generi di primo soccorso è spesso accompagnata da una protezione armata.

Ylenia Danini di SOS Villaggi dei Bambini–Onlus ci ha scritto via email: "Nel Villaggio SOS di Santo è crollato solo il muro perimetrale, ma per fortuna tutti gli altri edifici sono rimasti in piedi. La struttura è in una buona posizione anche rispetto all'aeroporto e alle strade principali e proprio per questo sarà utile nel momento in cui verranno analizzati tutti gli aspetti di coordinamento e cooperazione con le altre organizzazione del paese".

Intanto in Rete (e non solo) l'argomento più caldo riguarda la possibilità di adottare un bambino haitiano. FamilyWeb scrive: La tragedia di Haiti propone l'adozione internazionale dei minori in stato di orfanilità, ma anche qui non sarà così semplice perchè si muoveranno diverse organizzazioni di diversi paesi e sarà necessario evitare che tutto questo afflato verso l'adozione si riveli una squallida operazione di business (qui la seconda parte). Vi segnalo anche il blog di Yael Talleyrand, una sedicenne haitiana, che ha aggiornato il suo blog il 15 gennaio raccontando gli attimi di terrore e le condizioni della popolazione dopo il terremoto. "Ho visto la mia scuola crollarmi davanti, ho visto un amico al cimitero, mentre tumulavano il suo cuginetto - scrive (una lunga traduzione su Solleviamoci) - Ho visto la mia insegnante che seguiva a piedi la macchina in cui c’era il corpo di suo marito. Ho visto i miei compagni di classe in un campo per rifugiati. Ho visto camioncini carichi di cadaveri".

Girando per la blogosfera si legge anche della clamorosa bufala legata ad American Airlines apparsa su Facebook, Twitter e FriendFeed. Giornalettismo spiega che la compagnia aerea non fa viaggiare gratis medici e soccorritori che vogliono raggiungere Haiti: "American Airlines ha smentito almeno quattro giorni fa. Non trasporta medici o infermieri qualunque. Non solo: ha proprio difficoltà a volare, da quelle parti. Basta una veloce ricerca su google per verificare poi che l numero di telefono indicato è in realtà quello del Consolato di Haiti a NewYork".

Per chiudere vi segnaliamo che l'Italia cancellerà il debito che Haiti ha nei nostri confronti. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha spiegato: "Siamo disponibili fin da ora a cancellare il debito che Haiti ha verso l'Italia e che ammonta a 40 mln di euro. Vogliamo dare immediatamente questo riconoscimento perché ci rendiamo conto che e' un primo modo per aiutare l'inizio della ricostruzione". Intanto continua la ricerca dei sopravvissuti. Arrivano ancora voci dalle macerie.

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