Terremoto ad Haiti, il disagio degli aiuti: i buoni falsi dell'ONU e le montagne di cibo marcio

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12 gennaio 2010, terremoto ad Haiti. A che punto sono gli aiuti? E la comunità internazionale riesce a coordinare le forze e ad essere di supporto alla popolazione locale? L'attenzione, sin dal primo istante dopo il sisma, si è concentrata sugli orfani: nelle scorse settimane infatti abbiamo ricevuto mail e commenti che richiedevano  informazioni sulll'accoglienza temporanea dei bambini a cui ha risposto Davide Barazzotto della onlus Smile. Oggi su Crisis, Debora Billi fa il punto:

I problemi principali? Burocrazia, eccessive norme di sicurezza, colli di bottiglia nel trasporto e corruzione. E chi va ad Haiti riempie la propria valigia di bende e antibiotici, mentre il resto degli aiuti se ne sta a fare la muffa in attesa di un passaggio ponte.

Poi ci sono voci anche peggiori. I parenti degli haitiani vengono a sapere storie dell'orrore: che montagne di cibo ed acqua sono lasciate a marcire in piena vista, appena dietro una rete o un recinto protetti dai soldati, mentre la gente muore di fame a pochi metri. Circolano anche buoni pasto falsi, e l'ONU, per dare una lezione, ha sospeso anche il poco cibo che fornisce. Si scopre anche che alcuni ospedali hanno avviato la pratica di chiedere soldi in cambio di medicine.

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