Facebook, il gruppo contro i down: Mara Carfagna ringrazia e i "cretini 2.0" chiudono

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Un altro gruppo su Facebook che crea caos e viene oscurato. Ce ne parlano oggi Joshua Evangelista, curatore di Reporters che analizza il caso del giorno in cui "i cretini 2.0" entrano ancora in azione e Debora Billi che su Crisis riconsidera il senso dei troll di regime. Prima imbrattavano le nostre città con gli spray, ora creano (anche) blog, forum e gruppi Facebook.

Così questa volta è il turno dell'aberrante "Giochiamo al tiro al bersaglio contro i bambini down". Deficienti con l'adsl. Ma non solo, anche adescatori dei soliti giornalisti citrulli che di internet non capiscono nulla e scrivono  senza alcuna cognizione di causa. Il gruppo è già stato chiuso ed è intervenuta la polizia postale, ringraziata da Mara Carfagna per la celerità. Il ministro considera il gruppo "inaccettabile, non degno di persone civili, pericoloso e, soprattutto, colpevole di un reato che, in quanto tale, sarà perseguito".

Tuttavia, è opportuno fare alcune distinzioni. Un caso lampante è dimostrato dall'agenzia Apcom, che apre un suo dispaccio con l'ormai già rodato "Facebook ancora sotto l'occhio del ciclone", come se fosse Mark Zuckerberg dalla California a creare gruppi dementi. Non se la cava meglio l'AdnKronos, che scrive tuonante: "Oltre 900 iscritti, delirio in rete", non notando che gran parte degli iscritti è sul gruppo solo per insultare i creatori stessi del gruppo.

Un'ottima sintesi del grosso equivoco in cui sguazzano i giornalisti e che ha avuto il suo picco massimo nel caso Tartaglia l'ha scritta Fabio Chiusi sul suo Nichilista.

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