Inchiesta sui pendolari di Trenitalia: bagni sporchi, sedili rotti e biglietti al bar

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Di Giulia Bendinelli

"Milano, stazione di Corbetta-Santo Stefano, lunedi mattina, ore 7.50. Aspetto il treno delle 8.10 per andare a a Milano. Devo fare il biglietto come sempre al bar della stazione, preso d’assalto dagli altri pendolari. Mi metto in fila. E' da due anni  che le macchinette automatiche non funzionano.

A sorpresa noto che il treno delle 8.10 arriva con ben 5 minuti d’anticipo. Corro, salgo sul treno e così fanno gli altri. Una volta a bordo ci si domanda a vicenda se quello sia il treno delle 8.10, increduli sull'anticipo, essendo abituati a frequenti ritardi. Sì, è quello. Una volta salita in vettura, cerco il controllore per poter fare il biglietto. Lo trovo e scopro che, se voglio il biglietto devo pagare una sovrattassa di 5 euro. Ovvero: per una tratta di 25 minuti dovrò spendere la bellezza di 7 euro e 50. Spiego che non è colpa mia se le macchinette non funzionano e il treno è arrivato in anticipo, ma il controllore che non ammette repliche aggiunge: 'Preferiva una multa?'".

Questa è una delle testimonianze che abbiamo raccolto tra i pendolari di Milano e hinterland che quotidianamente si trovano a dover affrontare viaggi medio-lunghi per raggiungere il posto di lavoro o il luogo di studio. Secondo l'ultimo rapporto 2009 di Legambiente della campagna “Pendolaria”, solo in Lombardia sono 560 mila i cittadini che ogni giorno sono costretti a viaggiare sulle tratte regionali.

I pendolari lamentano ritardi, soppressioni immotivate dei treni, scarse condizioni igieniche. A queste si aggiungono la mancanza di sicurezza dovuta alla poca manutenzione dei convogli, l'affollamento dovuto a ritardi e all'esiguo numero di carrozze e l'esistenza di stazioni fantasma senza personale a cui potersi rivolgere e dove le macchinette automatiche non funzionano nel 90% dei casi.

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