Google e la condanna per il video del disabile: le riflessioni dei nostri blogger

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Ecco la risposta che tutti aspettavamo: tre dirigenti Google sono stati ritenuti responsabili di violazione della privacy, per aver diffuso il video di un ragazzo down deriso e malmenato dai compagni di scuola. La parte del Caino in questo caso la giocavano gli stessi antipatici compagni di scuola che lo hanno prima messo a giro, poi addirittura ripreso con il cellulare e "postato" su internet, nota Vita Lo Russo su Proprietà Intellettuale.

Di certo, l'Italia si sta facendo una cattiva fama, in tema di libertà digitali, scrive Federico Guerrini su Privacy: giacciono tutt'ora in Parlamento diversi progetti killer della libertà di espressione e la parola "privacy" viene usata soltanto a sproposito, quando si tratta di proteggere qualche criminale colto in flagrante con un'intercettazione. Un po' come se il ladro arrestato, si rifiutasse di togliersi il passamontagna per difendere la propria riservatezza.

Prima di Google, tuttavia, arrivano altri responsabili secondo Andrea Garbin di Familyweb secondo cui l'indicazione è quella di tenere il passo con i nostri figli, non delegare a filtri o alle macchine stesse, ma essere presenti il più possibile e fornire ai nostri figli gli strumenti per imparare a orientarsi e saper distinguere tra le proposte buone e quelle cattive, così come si è sempre fatto nelle piccole comunità.

E un'altra osservazione di Gianluca Salina su Hardware&Gadget: media, non date troppa visibilità a questi gruppi.

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