Rai e Regionali 2010, par condicio tra Attila e Gerovital: Santoro, Vespa e il talk show proibito

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Mentre in Lombardia e Lazio scoppia il caos liste, anche nel servizio pubblico televisivo il clima è tutt'altro che disteso. La Rai ha infatti deciso di sospendere tutti i i talk show fino alla fine delle Regionali. Quindi stop a Porta a Porta, Annozero, Ballarò e L'ultima parola. A intervenire su tutte le furie è Bruno Vespa che, intervistato dal Corriere, dimostra di avere le idee molto chiare: "Vogliamo essere onesti? La decisione della Rai, come quella della Vigilanza, ha un nome e un cognome: Michele Santoro. È un eccellente professionista, uscirà dalla Rai con una magnifica buonuscita per rientrarvi come autore di preziose docufiction (io sono uscito dopo 39 anni con 300 milioni di lire) Ma intanto è passato sulla par condicio con il garbo di Attila. Con accenti diversi, l’ha massacrata nell’arco dei decenni".

All'accusa di Attila, Michele Santoro risponde piccato: "Bruno Vespa è il mio Gerovital. Mi sta facendo tornare ragazzino. Quando andavamo a scuola c’era sempre quel compagno di classe un po' birbantello che indicava l’altro come responsabile delle marachelle. Ma noi ci battiamo anche per lui perché quello che sta succedendo non ha precedenti nella storia della tv occidentale, è un atto censorio molto grave".

Riccardo Spiga su Teleipnosi analizza l'anomalia italiana in cui l'informazione non controlla il potere.

Anzi, accade esattamente il contrario. Infatti la Commissione di vigilanza sulla Rai ha varato un regolamento - di par condicio bulgara, come l'abbiamo definito recentemente - che limita fortemente l'autonomia dell'informazione televisiva.

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