Festa della donna, Luciana Littizzetto e l'addio alla mimosa: l'8 marzo e gli auguri anti escort

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8 marzo, cosa bisogna festeggiare? Aveva ragione la settimana scorsa Luciana Littizzetto quando ha spiegato che la vera parità dei sessi ci sarà soltanto quando una donna incapace sarà al comando. Intanto le donne in Italia, per quanto abbiano raggiunto molti traguardi dal dopoguerra, hanno davanti un percorso in salita.

Infatti, qual è il Paese in cui è più difficile lavorare per dare alle donne che escono da situazioni difficili, come uno stupro o la violenza domestica, una nuova opportunità di riscatto?

Se pensate si tratti dell'Afghanistan vi sbagliate. Si tratta (purtroppo) dell'Italia, come ci ha spiegato il presidente di Fondazione Pangea Onlus Luca Lo Presti, che Milano2.0 ha raggiunto in occasione dell'8 marzo per parlare di diritti delle donne. L'Italia ha un primato poco invidiabile, non c'è che dire.

Da AvantiPop di Maria Laura Rodotà qualche riflessione interessante: 

Figlia mia,
Cosa dovrei augurati in questo giorno?
Che tu non debba fare su suggerimento dei media la webcamgirl per guadagnarti il pane.
Che tu non debba nemmeno fare la escort per fare carriera o entrare in politica.
Che tu non debba dare esami universitari a colpi di scollature e spacchi o sveltine negli uffici degli emeriti.
Soprattutto che gli emeriti lascino il posto alle emerite e non le releghino al ruolo di segretaria o assistente a vita.

Che tu possa berti un caffe sulla freccia rossa o addirittura guidarlo e questo sia offerto da una simpatica signora e non da una velina per compiacere gli uomini.
Che tu possa lavorare senza che il tuo capo di dica tanto lei è over 40 e sola o accetta le mie condizioni o non ci sono alternative.
Che tu possa crescere i tuoi figli serenamente, non vedendoli di sfuggita come faccio io la mattina e la sera perché altrimenti le bollette non si pagano.
Che tutti i sacrifici fatti ti siano riconosciuti per merito e non perché conosci tizio o sei figlia di caio o sempronio.

Che tu possa avere un marito che ti rispetti e non che ti ripeta ogni giorno che non vali nulla e che non gli servi più perché non gli dai altri figli.
Tutto questo non è un sogno, potrebbe essere una realtà, se solo si usasse meno il deretano e più il cervello.
Via le mimose, le serate con lo spogliarellista per impinguare locali e localetti e la frustrazione di donne in gabbia.
Prendiamoci ciò che ci spetta, se ci spetta.

 

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