Via Poma, Pietro Vanacore si è suicidato: «20 anni di sofferenza e sospetti portano al suicidio»

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Pietro Vanacore si è suicidato. Il portiere dello stabile di Via Poma dove fu rinvenuto il cadavere di Simonetta Cesaroni si è tolto la vita a Marina di Torricella, in provincia di Taranto, nella notte tra lunedì e martedì legandosi una lunga fune al collo e lasciandosi andare in un corso d'acqua, scrive il Corriere.

Vanacore aveva un cartello al collo che riportava la scritta «20 anni di sofferenza e sospetti portano al suicidio». Anita Richeldi su Notitia Criminis ha ricostruito l'iter processuale in occasione della prima udienza all'ex fidanzato della vittima, Roberto Fusco. Su Pietro Vanacore prosegue il Corriere:

Avrebbe dovuto testimoniare il 12 marzo prossimo nel processo contro Raniero Busco che all'epoca del delitto era il fidanzato della Cesaroni. La corte d'assise aveva programmato per venerdì l'audizione della moglie Giuseppe De Luca e del figlio del portiere, di Salvatore Volponi, datore di lavoro di Simonetta Cesaroni, e del figlio. I due Volponi, infatti, accompagnarono la sorella della vittima, Paola, e il fidanzato Antonello Baroni in via Poma la sera del 7 agosto del '90 per avere notizie di Simonetta.

Vanacore ha lasciato alcuni biglietti di addio nella sua auto parcheggiata a poca distanza dal luogo del suo suicidio. Sul posto, si trovano i carabinieri che stanno aspettando il magistrato di turno Maurizio Carbone della Procura di Taranto. L'uomo è stato riconosciuto da alcuni amici, che hanno chiamato subito il 112.

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