Islanda, voli al 30% e riparte Malpensa: i danni al Made in Italy e la retorica sulla Natura

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Nonostante il vulcano non dia segni di distensione, il 30% dei voli è ripartito secondo Eurocontrol e gli aeroporti del Nord Italia hanno ripreso a funzionare, anche se a rilento. E rispunta la retorica del potere della Natura, della sua capacità di mandare all'aria i piani umani, di consentire gli spostamenti. Come se prima nessuno avesse mai considerato un'ipotesi del genere. Altre ceneri, intanto, puntano verso il Regno Unito

MaristaUrru scrive che il picco delle ceneri in Italia è previsto per domani. Inoltre dopo l'Eyjafjoell, che ha messo in ginocchio i trasporti aerei da cinque giorni, un secondo vulcano islandese, l'Hekla, ha iniziato ad eruttare. L'Hekla si trova nel sud del Paese e si trova nella frattura ceh da sud-ovest a nord-est attraversa l'isola. E' uno dei più attivi dell'Islanda: nell'ultimo millennio sono state registrate circa 20 eruzioni, l'ultima nel 2000.      

Secondo le valutazioni della Coldiretti, dopo la chiusura del week end a causa dell'eruzione del vulcano islandese sotto il ghiacciaio Eyjafjallajokull, il nuovo stop nei giorni feriali con la ripresa delle attività economiche aggrava il bilancio dei danni al trasporto merci provocato dal caos nei voli che blocca la partenza di prodotti agroalimentari Made in Italy per un valore di circa dieci milioni di euro, che vengono esportati per via aerea all'estero in una settimana.

A preoccupare è il prolungamento del blocco dei voli per i gravi danni economici a danno delle imprese che esportano nei mercati esteri, in un momento in cui si stanno raccogliendo nei campi le primizie di stagione. Tra gli effetti c'è anche la scomparsa dalle tavole degli italiani della frutta e verdura fuori stagione, dalle susine all'uva, che viaggiano tra i continenti con mezzi aerei come il pesce che puo' peraltro essere bene sostituito dal pescato nazionale. DailyBlog sposta il focus sull'economia internazionale, anch'essa pesantemente danneggiata.

Lorenzo Lucon su WrestlingMania spiega che sono giorni frenetici anche in casa Wwe. La carovana della federazione di Stamford era proprio nel Vecchio Continente per un lunghissimo tour che comprendeva anche i tapings di Raw e Smackdown a Londra e un'altra serie di date previste in Irlanda, Scozia, Germania, Francia, Austria e persino Turchia. Invece da venerdì la situazione degli spostamenti di lottatori, accompagnatori e dirigenti si è fatta problematica, tanto che il roster di Smackdown ha dovuto rinunciare a due house shows, ad Innsbruck e ad Istanbul. Mentre il roster di Raw ha sì concluso i suoi appuntamenti sabato sera a Belfast, ma è rimasta bloccata nella città nordirlandese per mancanza di voli diretti negli Usa. 

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