Strage di Bologna, la foglia di fico di La Russa e i vox di Radio24: 30 anni senza memoria

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La notizia, per i nostri politici, pare voglia passare volutamente inosservata. Sin da ieri intere paginate dei quotidiani anticipavano l'assenza del nostro governo dalle commemorazioni per la strage di Bologna, da cui oggi decorrono 30 anni. La motivazione lapalissiana è di Ignazio La Russa, ministro della Difesa. Ci hanno sempre contestato, da Giuseppe Pisanu a Giulio Tremonti fino a Gianfranco Rotondi. Quindi, tanto vale non andare

Questa mattina su Radio24 alcuni vox populi da Bologna sulla strage. La domanda: se ti dico agosto 1980 cosa dici? Cosa sai della strage di Bologna? Chi sono Francesca MambroValerio Fioravanti? Nessuno dei ragazzi intervistati ha saputo rispondere. Buio totale sui due terroristi condannati, non sapevano nemmeno se fossero di destra o di sinistra. Un ragazzo ai microfoni ha dichiarato che nel 1980 l'evento storico più importante è stato l'uscita del primo album dei Saxon.

Stradeferrate ricostruisce quanto accadde trenta anni fa, quando alle 10.25 una bomba esplode nella sala d'aspetto di seconda classe.

Lo scoppio, violentissimo, provocò il crollo delle strutture sovrastanti le sale d'aspetto di prima e seconda classe dove si trovavano gli uffici dell'azienda di ristorazione e di circa 30 metri di pensilina. L'esplosione investì anche il treno Ancona-Chiasso in sosta al primo binario. Il bilancio finale fu di 85 morti e 200 feriti

Ricordiamo inoltre che sul sito dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla Stazione di Bologna del 2 agosto 1980 sono riportati tutti i dettagli sulla strage, un ricordo delle vittime, la ricostruzione della vicenda politico-giudiziaria e la documentazione sull'iter processuale, i depistaggi, gli imputati e la P2.

L'assenza dei ministri al trentennale dalla strage evidenzia che la memoria nazionale non è un patrimonio trasversale per le parti politiche e i governi che si susseguono. E' attualissima dunque la riflessione di Nicola Tranfaglia che ricorda come, per la più grande strage italiana di terrorismo, siano stati condannati in trent'anni due manovali neo-fascisti ma non conosciamo ancora i mandanti e i complici che lavorarono a un gigantesco depistaggio che non è ancora finito. La colpa delle classi dirigenti del tempo e degli apparati dello Stato vicini ai neofascisti è enorme. Ed è significativo che il governo Berlusconi non sia presente alla commemorazione, né lo siano il presidente del Consiglio né il ministro della Giustizia Alfano. Hanno paura dei fischi e delle contestazioni della gente di Bologna. 

Il governo che diserta Bologna, oggi, è il segnale funesto di un paese senza memoria.  

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