Angelo Vassallo e la camorra contro l'ambiente: 9 colpi contro il Parco Nazionale del Cilento

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L'omicidio di Angelo Vassallosindaco di Pollica in provincia di Salerno, non è soltanto un fatto di cronaca nera, un agguato della camorra per zittire chi voleva essere contro. E' molto di più. Oggi La Padania titola con un'iperbole: "La camorra uccide il sindaco leghista" per sottintendere quanto fosse spiccato il suo impegno contro la criminalità organizzata e la difesa del territorio. Senza entrare nel mertito di quanto effettivamente rispecchiasse delle politiche del Carroccio, oggi Debora Billi su Petrolio definisce i confini di un omicidio in cui entra in gioco l'ambiente. Al centro, il progetto del Parco Nazionale del Cilento (qui).

Infatti, "per la prima volta, in Italia, la criminalità organizzata ammazza un politico ambientalista e proprio per il suo impegno sull'ambiente, la sostenibilità, la riqualificazione, l'energia. Mi auguro sia anche l'ultimo, ma qualcosa mi dice che probabilmente non sarà così. 

Finora, gli amministratori locali che sono finiti crivellati dalle "menti raffinatissime" si erano messi per traverso sui soliti traffici di cemento e calcestruzzo, appalti, opere pubbliche. Stavolta no.

Mi dicono amici vicini ad Acciaroli che, da quando Vassallo era sindaco, sembrava di stare in una città del Trentino. E non solo per quanto riguarda gli spazi pubblici: anche i negozi, le aree private, erano rinate ad una nuova vita. Le idee del sindaco erano penetrate profondamente nella mentalità della popolazione, che lo appoggiava e aveva imparato a valorizzare il proprio territorio. Vassallo sosteneva che non si devono buttare soldi per opere inutili che portano voti, bensì investire per sistemare i fiumi, gli acquedotti, il territorio. La sua cittadina vanta il 70% di raccolta differenziata, in Campania".

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