Sarah Scazzi, il dolore gettato in pasto ai media: l'informazione è malata?

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Dopo il ritrovamento del corpo di Sarah Scazzi e il disvelamento della terribile verità sulla sua uccisione da parte dello zio, siamo stati spettatori - forse come mai in precedenza - di un'invasione senza limiti e pudore della televisione nello spazio intimo di una famiglia colpita dalla tragedia di una morte violenta; seguita, ripresa e commentata quasi minuto per minuto nel dolore, nelle espressioni, negli atteggiamenti dei suoi membri.


Così scrive il blogger Riccardo Spiga di Teleipnosi sulla terribile vicenda di Sarah Scazzi. Che aggiunge:


Appare evidente che la famiglia di Sarah è composta da persone semplici e modeste, e che dal punto di vista dei rapporti di autorità e affetto possa somigliare più a una famiglia patriarcale della società preindustriale, dove i figli danno del voi ai genitori, dove il papà lavora e comanda mentre la mamma si occupa della casa, dove manca l'abitudine al dialogo e al confronto e i sentimenti rimangono inespressi e nascosti, che a una famiglia moderna, dove genitori e figli parlano tra di loro in un rapporto quasi democratico e l'affetto viene continuamente manifestato e ribadito.

Anche Debora Billi su Crisis mette sotto accusa l'invasività dei media.


Ogni volta ci si comporta come se tale atteggiamento dei media fosse cominciato ieri mattina e fosse drammatico specchio della dissoluzione morale della società italiana moderna. In realtà, il morboso interesse per i fatti di cronaca non è appannaggio del nostro Paese: chi conosce un po' la stampa straniera sa che inglesi, americani e spagnoli dedicano ore e ore a vicende di cronaca nera, spesso assai più cretine delle nostre (il gorilla vampiro e altre assurdità). Quanto alla spettacolarizzazione, negli USA la TV arriva ad inseguire con gli elicotteri gli assassini fuggiaschi e le sparatorie trasmettendo tutto in diretta.


Scoprite tutto su Teleipnosi e Crisis.

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