Sarah Scazzi, la cugina Sabrina accusata di concorso in omicidio

lapresse_mi310810cro_0002.jpg


UPDATE: Alla domanda di un giornalista sul movente del delitto, il procuratore Ivano Russo ha risposto: "Il movente è intrafamiliare"


Qualcosa non quadrava nella confessione di Michele Misseri, il mostro di Avetrana, lo zio assassino e necrofilo, soprattutto se messa a confronto con la deposizione della figlia Sabrina, amica del cuore della vittima.


Agli inquirenti è parso subito strano che Sarah quel giorno fosse scesa in cantina dallo zio che già l'aveva molestata, quando invece la cugina l'attendeva - queste le sue parole - in veranda. Sarah aveva quindici anni ma non era una sprovveduta e difficilmente si sarebbe infilata di sua volontà nella tana del lupo.


Misseri, a cui gli inquirenti non hanno mai creduto in toto neanche dopo la confessione, in uno degli ultimi interrogatori, nella ricostruzione dell'occultamento del cadavere della piccola Sarah, si è lasciato scappare: "Abbiamo parcheggiato".


Lapsus o il segnale rivelatore di una verità ancora più angosciante di quella che è stata raccontata e sbattuta sulle prime pagine di tutti i giornali, in prime serate in speciali televisivi di dubbio gusto?


E su quelle pagine, in quelle dirette televisive della tv macabra e sensazionale c'era anche lei, Sabrina, la cugina di Sarah, la figlia del mostro, a puntare il dito contro il padre maniaco, a godere dei suoi 15 minuti di celebrità a dispetto di chi in 15 minuti probabilmente ha perso la vita.


Qui una breve intervista di Sabrina al Tg 5:










Di Sabrina sentiremo ancora parlare, probabilmente per anni, perché in quella cantina c'era anche lei... e non come spettatrice: l'accusa è di concorso in omicidio volontario e sequestro di persona.


Di seguito la ricostruzione della giornalista Ilaria Cavo tratto da Matrix:








Ma cosa è successo quel pomeriggio del 26 agosto in quella casa di Avetrana?


Michele Misseri all'alba - informa il Corriere - avrebbe rilasciato una nuova versione dei fatti: la figlia Sabrina teneva ferma Sarah mentre lui la strangolava; dopo l'omicidio lo avrebbe aiutato a caricare il cadavere sulla macchina di famiglia, una Seat Marbella.


Sabrina avrebbe attirato Sarah in cantina con una scusa, per darle una lezione, per punirla della lite furiosa avuta la sera prima a causa di un ragazzo, Ivano, l'amore conteso dalle due cugine.


Presente alla "resa dei conti" anche Michele Misseri. La lite fra le due (fra i tre?) è degenerata fino all'omicidio: l'uomo avrebbe stretto la corda attorno al collo di Sarah mentre Sabrina la teneva per le braccia.


Qualcosa, però, rischiava di compromettere il folle piano di Sabrina: l'amica Mariangela da lì a poco sarebbe passata a prenderle per portarle al mare.


Ecco, quindi, che Sabrina si è affrettata a risalire lasciando il cadavere al padre, e una volta davanti all'amica, ha inscenato preoccupazione e ansia per il mancato arrivo della cugina, troppa per un semplice ritardo.


Durante la perquisizione a casa di Sabrina gli inquirenti hanno trovato le cuffiette che Sarah usava per ascoltare la musica dal telefonino e quella batteria del cellulare che Misseri aveva detto di aver buttato in campagna, nei pressi della cisterna in cui è stato rinvenuto il corpo.


Dopo la perquisizione Sabrina è stata condotta nella caserma di Manduria dove ha atteso fino alle 17:30 l'interrogatorio.


Sabrina si proclama innocente e dichiara:


"Io non c'entro niente, state sbagliando".


Ma le prove le danno torto, almeno per ora, e la ragazza si trova attualmente in stato di fermo con l'accusa di omicidio volontario e sequestro di persona.

  • shares
  • Mail
6 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO