Yara Gambirasio, chi chiederà scusa a Mohammed Fikri? "L'Italia mi ridia onore"

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Il 23enne marocchino Mohammed Fikri, prima indagato per la scomparsa di Yara Gambirasio e poi rilasciato, ha raccontato la sua vicenda in un'intervista al Corriere.


"Mi chiamo Mohammed Fikri, sono un ragazzo di 23 anni che vive e lavora onestamente, in Italia, da tempo. Con la scomparsa di Yara Gambirasio non c'entravo proprio nulla. Ho vissuto un incubo. Spero tanto che la ritrovino immediatamente. Sana e salva"


Il ragazzo marocchino ha spiegato che:


"Quando ti accade una cosa del genere è difficile anche solo mangiare o prendere sonno perché, purtroppo, ti cambia la vita [...] Se non ho parlato sino ad ora l'ho fatto perché ero molto provato da questa brutta esperienza. Non c'era nessun altro motivo in questa mia decisione"

Mohammed ha raccontato anche a cosa ha pensato in quei momenti:


"Milioni di cose. Ma volevo dimostrare subito la verità e cioè che io non c'entravo nulla. Più passava il tempo e più volevo urlarlo al mondo. Ad un certo punto, però, ho avuto anche paura di non essere creduto. L'idea di trascorrere tanti anni da innocente in cella mi toglieva il respiro. Ho pensato al peggio. Ho sperato anche che la notizia non fosse arrivata ai miei genitori"


L'intervista alla fine si conclude con una speranza:


"Vorrei che l'Italia mi restituisse la dignità"


Chissà se chi l'ha attaccato con tanta veemenza nei giorni scorsi gli chiederà almeno scusa.

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